La crema comincia lentamente a salire dalla macchinetta che ti portai anni fa dalla mia città.
Mi torni subito in mente: non conosco nessun irlandese che ami il caffè come lo hai amato tu. Ne bevevi anche cinque o sei al giorno. Ogni volta che ti avvicinavi al fornello era l’inizio di un atto d’amore. Maneggiavi la moka con calma e solennità, come per rispetto ad un oggetto scoperto di recente e che, sotto sotto, credevi fosse un po’ magico. A fuoco acceso, ti rilassavi e cominciavi a canticchiare melodie allegre improvvisate. Con Sarah ridevamo di gusto quando, dal salotto, ti ascoltavamo cantare in perfetta armonia con il fischio emesso dalla macchinetta. Quel piccolo gesto così fanciullesco è il ricordo più vivido che conservo di te. Sono entrato nella tua vita soltanto negli ultimi anni del tuo viaggio in questo mondo, ma negli occhi di tua figlia continuo a vederti. Nel suo animo gentile intravedo il tuo. Nel suo amore per me, riconosco il tuo amore per lei.

Il caffè sale ora copioso dal fondo della moka, emettendo il solito suono. Non credo alle mie orecchie: una voce si intona in perfetta armonia col fischio.
Per un lunghissimo secondo sono sicuro della tua presenza, e penso a ciò che avrei voluto dirti prima della tua recente scomparsa. Non preoccuparti per Sarah, le manchi tanto ma mi prenderò cura di lei, promesso.
Mi giro verso il punto da cui proviene la voce. Sarah, sovrappensiero, sta accompagnando il fischio in perfetta armonia. La guardo sorridendo, e lei ricambia, divertita e complice. Una lacrima comincia a scenderle sul viso mentre continua a cantare, e decido di farle compagnia.
Concerto a due voci e moka, solo per te, Kevin.

Uno scritto di Claudio Mercante, dal Corso di scrittura online
La scrittura e le colonne sonore
di Colori Vivaci Magazine

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Fotografia di copertina di Eric BARBEAU

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