“Non” … mi disse.
“Ma” … le risposi.
Scossi la testa, mi sforzai di mettere fine al movimento dei pensieri che si incastrava tra gli spazi dentali.
A volte ci riuscivo, a volte i fotogrammi scorrevano involontariamente nel velo degli occhi e montava la rabbia come albumi gonfi di un frullatore impazzito.
Non aggiunsi il sale ai pensieri, erano le lacrime implose che nutrivano il passato e lo proiettavano nel cervello.
Passivamente rivivevo una carezza mancata, un’attesa infinita sugli scalini della scuola.
Un passo sull’asfalto umido di una notte egoista fu la prima uscita di emergenza dalla gabbia di pensieri ruminanti.
Buio, riflessi di acqua nelle pozzanghere delle cinque del mattino.
Luci timide dalle cucine affacciate sul lungomare, musica di passi, di respiri, di sorrisi accennati e di aria che profuma di libertà, un gatto rosso sul muretto che ammicca e si lascia fotografare, la testa nei piedi, i piedi nei pensieri, la vita che pulsa a sinistra nel petto, i muscoli che scattano nel movimento e bloccano i pensieri, notti che non sono mai uguali, anime vaganti e insonni, anime curiose che si rotolano nella sabbia e si siedono sulla linea dell’orizzonte che diventa nero, blu, viola, rosso, carminio, arancione, fucsia, rosa, giorno.
Buongiorno vita, buongiorno caffè, buongiorno amore, buongiorno speranza, buongiorno me.
Nuova me.
Le notti non sono mai uguali.
I giorni non sono mai uguali.
Nuova me.
Ogni giorno.
Tutto questo si chiama felicità.
Nei passi che si fanno spazio nei pensieri.
E allora:
“Non muoverti.
Resta.
Respira.
Cancella.
Ora cammina”
Testo di Stefania Armentano per La parola è vita, laboratorio online e interattivo condotto da Annalisa Falcicchio
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Fotografia di copertina di Annalisa Falcicchio

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