E se una rassegnazione diventasse una rassegna in azione cosa succederebbe a tutti quei condizionali impigiamati nei cassetti? Le palline di naftalina farebbero da supradin ai rimpianti? E se la passione contenesse un lento procedere di passi stagliati uno alla volta? Una passione diverrebbe un elogio alla lentezza del quotidiano? Rassegnandoci alla passione produrremmo quindi una lista di cose da fare passo dopo passo. Ma se così fosse, con gli obiettivi così chiarificati, cosa accadrebbe alla nostra ansia da prestazione? Su una strada così illuminata, potrebbe diventare un ansia da presta azione assicurando a noi stessi la capacità di agire?
In foto: illustrazione tratta da ‘un giorno senza un perché’ di Davide Calì ❤️

Uno scritto Gianna Crea prodotto durante il nostro laboratorio ScriviVivaceOttobre

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