Celebrazioni, diritti raggiunti, altri da perseguire e ancora violenze, rancori inconsci.

La storia, il presente, il futuro.

Di fronte al mio fastidio verso le generalizzazioni e la retorica dell’ipocrisia mi chiedo come mai, nonostante il tempo trascorra inesorabile, ci accontentiamo di vecchi traguardi raggiunti.

La parola se si trascina lenta, si svuota e proietta la sua ombra priva di fattualità e di azione.

La società è ancora fortemente intrisa di idee sbagliate, tutti ne soffriamo, tutti ne siamo condizionati, anche se non lo vorremmo.

“Quando ti sposi?”,  “Quando avrai un bambino?”. Quante volte vi hanno fatto questa domanda senza nemmeno chiedervi prima “Come stai?” o “Come mai stai sorridendo”?

Vi siete chiesti perché? O come annienti la vita questo tipo di atteggiamento?

Dentro ognuno di noi ci sono donne, uomini, bambini, anziani, personaggi storici e grandi musicisti e ancora tanto altro.

Io oggi (e domani) vorrei parlare di persone e di anime e di rispetto e di ricordi e di voglia di vivere.

Annalisa Falcicchio

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