Non si desidera invocare il silenzio, non sempre è rispetto.

L’attenzione, molto spesso, è la tensione verticale e il sapore amaro della condivisione è il pronunciarsi senza troppi artifici su ciò che lega cuore e cervello nell’assoluto e nell’ipotesi del bene.

Diventando il contrario del silenzio. Diviene profondo disagio che necessita di una comunicazione intensa che si scontra con tutto ciò che nel presente non si coniuga e muore.

Da una tensione così profonda e trascendente non può derivare l’ordine e l’immediata comprensione delle nostre parole.

Il fato che si interpone tra la speranza intrinseca del lavoro e la vita, oggi, rende ancora più complessa e difficile l’esternazione.

Noi non crediamo d’esser sempre bravi e soprattutto mai indipendenti e nel pensarti abbiamo avuto bisogno di Milo De Angelis.

Nessuno come lui e più di lui ha saputo esteriorizzare l’indeterminato ed incomprensibile senso della perdita. Riportandoci, a parole, là dove in silenzio potremmo essere oggi: Nell’immobilità metafisica, nel turbinio della frattura inaccettabile.

La frattura è quello spazio che nega ciò che giustamente dovrebbe avere seguito. Oggi è l’interruzione di una vita impegnata, propositiva, mai superficiale. Un’esistenza breve e spesa, anticipando i tempi comuni e mortali, nella bella politica, per gli altri, tutti.

È l’incomprensione dell’attimo perentorio e tremendo, quasi come il maglio della logica cui si accompagna. Quell’attimo che non ha reso possibile l’esempio virtuoso e necessario, che oggi manca o si sottrae: Lavoro, famiglia, amore, passione e militanza.

L’eliminazione di un bellissimo esempio, cui la memoria non renderà mai giustizia, confinandolo in quell’attimo estremo e pieno di stupore vuoto e lontano.

Noi auguriamo la resistenza di questa impellente necessità dell’importanza che oggi trascende la vita, che quest’esempio diventi memoria lunga nel tempo di ogni giorno e del sempre.

La nostra vicinanza è in questa poesia. Non permettete che ne resti la grammatica, lasciate che vi percuota.

Soltanto

Soltanto questo crescere
indifferente allo sguardo e pieno
di ciò che ha visto
era possibile: se ci sono
due barche
non contava il loro punto d’incontro, ma la bellezza
del cammino dentro l’acqua: solo così,
solo adesso, non spiegare.
Ed è atroce
ma bisogna dire di no alla sua fronte che
piange e non capisce, e ama
come per millenni si è amato, promettendo
in una terrazza buia, accarezzandosi
tra le foglie minacciose.


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