Fare del mare cielo e del cielo mare
Irrompere violenti come un fiore a primavera
Per offrire un bivio a colori al grigio plumbeo della mente.

GIANLE LAMETA’, classe 1979, è nato nel Salento. A 16 anni comincia a vedere i primi e rari graffiti comparire tra le strade della sua città e ne rimane talmente tanto affascinato da volerci provare anche lui; diventa così un writer attivo nel Salento fino al 2001 e successivamente in Lombardia fino al 2013, quando decide finalmente di fare ritorno nella sua terra natale.

Gianle, sei nato come street writer tanti anni fa; in che modo hai poi virato verso l’illustrazione?

La mia creatività su muro è sempre stata basata sullo studio di lettere e colorazioni: nel 2011 però ho cominciato ad avere nuovi stimoli, nuove visioni e voglia di sperimentare nuovi progetti; così ho iniziato a dedicarmi completamente ai figurativi e alle illustrazioni, sia su muro che su carta. La necessità di esprimermi in modo diverso è una mia peculiarità, sono partito col writing e ora mi sono soffermato sulle illustrazioni ma non è detto che rimanga ancorato su questo, mi piacerebbe sperimentare più cose nella vita.

Qual è secondo te la ricetta per un’illustrazione efficace?

Sicuramente quando chi la guarda ha un sussulto, qualsiasi esso sia. Tutto ciò che disegno è un’estensione del mio “IO” più profondo che piano piano esce fuori, è un linguaggio molto personale che racchiude irrequietezza e rilassatezza, un anello di congiunzione tra me e le persone che osservano i miei lavori. Questo permette di visitare luoghi inesistenti rendendoli in qualche modo vivi e visibili a tutti.

Qual è stato il tuo primo incontro con l’arte? Che consiglio daresti a chi volesse intraprendere questa strada?

Da piccolo leggevo molti fumetti e da lì ho cominciato ad ispirarmi, ma il colpo di fulmine l’ho avuto guardando i primi graffiti che venivano pubblicati sulle riviste musicali; ne sono rimasto così tanto affascinato da decidere di volerli riprodurre sui muri della mia città. Non credo di essere la persona adatta per dare consigli sull’arte, oggi molti si sentono esperti in materia ed esistono molteplici tipologie di artisti, dico solo che ognuno deve trovare la propria strada con o senza contaminazioni esterne, l’essenziale è essere in armonia con quello che si fa!

Il tuo linguaggio visivo è molto personale, quali sono gli strumenti e le tecniche che usi mentre disegni?

Spazio davvero tanto tra il disegno digitale e le classiche matite colorate, dipende molto dal mio stato d’animo, dall’umore e dalle emozioni che pervadono il momento in cui ho necessità di creare.

Quali sono i tuoi punti di riferimento nel mondo dell’illustrazione? Da chi ti senti maggiormente influenzato stilisticamente parlando?

Posso dire di essere completamente influenzato dal maestro HAYAO MIYAZAKI e dall’estrema poesia che pervade i suoi film d’animazione: sono viaggi meravigliosi tra realtà e sogno. Tutto è messo in discussione in questa onirica realtà. Fare del mare cielo e del cielo mare. Volare leggeri come una balena, o irrompere violenti come un fiore a primavera, per offrire un bivio a colori al grigio plumbeo della mente.

Ho visto delle tue illustrazioni realizzate sulla base di foto scattate da altre persone, dico bene? Ci racconti da dove nasce quest’idea?

Sì, dici bene, credo che la collaborazione sia alla base della mia attività artistica, una necessità quasi impellente di lavorare con altri e confrontarmi: quando sui social ho proposto a chiunque volesse di poter lavorare sulle loro foto, ho avuto una grande risposta. Ne ho prese in considerazione solo alcune ma tante son lì pronte per essere elaborate. E’ veramente bello poter inserire i tuoi elementi all’interno di un paesaggio o di una situazione; nella realtà non sarebbe possibile.

I tuoi progetti per il futuro?

Voglio vivere e accogliere cosa questa vita ci dona continuamente, nel bene e nel male.

Grazie Gianle !!

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