L’ultimo brano del disco è un congedo quasi perfetto. Tocca nel vivo quella che è stata spesso l’ossessione del gruppo a partire dalla metà degli anni Settanta, ovvero fare pace con il proprio passato, sanare ferite e traumi accumulati, repressi ma alla fine sempre esplosi con fragore. Un po’ come se quell’abbandono iniziale (ma anche l’abbandono paterno sia di Barrett che di Waters, e in misura minore di Gilmour, i cui genitori si trasferirono in America affidandolo all’età di cinque anni alle cure di un collegio), nonostante fosse stato cercato e reso necessario dal precipitare degli eventi, ovvero la scomparsa di Barrett dal quadro (ma non dalla storia), abbia riprodotto, in un bizzarro effetto domino, quella frattura in epoche diverse, riproponendo lo stesso schema e producendo conseguenze ogni volta differenti.
High Hopes ripropone il quadro dal punto di vista di Gilmour, e in un certo senso è anche giusto che sia così. Un ricongiungimento imperfetto se vogliamo, che prende l’aspetto della meditazione sul principio di tutto, una metaforica giornata estiva di molti anni prima. Il big bang iniziale: Cambridge.
La rievocazione ha luoghi ben precisi, come la Long Road e la Causeway, due vie vicine ad un terzo riferimento topografico: The Cut, un sentiero che porta verso Grantchester Meadows. L’incoscienza della giovinezza è rappresentata da un “nastro logoro che seguiva le nostre impronte”, prima che “il tempo si portasse via i sogni”.

<< The grass was greener / The light was brighter / Whit friends surrounded / The nights of wonder >>

In coda al ritornello, un’immagine che suggerisce ciclicità:

<< The down mist glowing / The water flowing / The endless river >>

Noi quell’ “endless river” già lo conosciamo: il brano si chiude con un riferimento esplicito allo stesso corso d’acqua in cui l’Emily barrettiana fluttuava, “forever and ever”, nella sua archetipica inperturbabilità. 

High Hopes, testo

Beyond the horizon of the place
we lived when we were young
In a world of magnets and miracles
Our thoughts strayed constantly and without boundary
The ringing of the Division Bell had begunAlong the Long Road and on down the Causeway
Do they still meet there by the Cut?
There was a ragged band that followed in our footsteps
Running before times took our dreams away
Leaving the myriad small creatures
trying to tie us to the ground
To a life consumed by slow decayThe grass was greener
The light was brighter
When friends surrounded
The nights of wonder

Looking beyond the embers of bridges
glowing behind us
To a glimpse of how green it was on the other side
Steps taken forwards but sleepwalking back again
Dragged by the force of some sleeping tide
At a higher altitude with flag unfurled
We reached the dizzy heights of that dreamed of world

Encumbered forever by desire and ambition
There’s a hunger still unsatisfied
Our weary eyes still stray to the horizon
Though down this road we’ve been so many times

The grass was greener
The light was brighter
The taste was sweeter
The nights of wonder
With friends surrounded
The dawn mist glowing
The water flowing
The endless river

Forever and ever

[sottofondo:
Hi!
Is that Charlie?
Yes
Hello, Charlie.
Great]

Grandi Speranze, traduzione

Oltre l’orizzonte dei luoghi
in cui vivevamo quando eravamo giovani
un mondo fatto di magneti e miracoli
I nostri pensieri costantemente smarriti e sconfinati
La Campana della Divisione già rintoccavaPer la Lunga Strada e giù per il Sentiero
Si incontrano ancora lungo il Canale?
C’era una banda cenciosa che seguiva i nostri passi
Correndo prima che il tempo si portasse via i nostri sogni
Lasciando la miriade di piccole creature
che provava a incatenarci al suolo
in una vita consumata da una lenta decadenzaL’erba era più verde
La luce era più brillante
Quado gli amici ti circondano
in notti piene di stupore

Guardando oltre le braci dei ponti
che bruciavano dietro di noi
Fino ad un’apparizione fugace del verde dell’altra sponda
Passi avanti ma poi, come sonnanbuli, tornati indietro
Trascinati dalla forza di qualche marea addormentata
Ancora più in alto, a bandiere spiegate
Raggiungevamo le folli vette di quel mondo sognato

Oppressi per sempre da desiderio e ambizione
C’è una fame ancora non soddisfatta
I nostri occhi vuoti ancora vagano all’orizzonte
Nonostante tutte le volte che siamo scesi per questa strada

L’erba era più verde
La luce più brillante
Il gusto più dolce
Circondati da amici
Le notti di meraviglia
La lucente nebbia mattutina
L’acqua corrente
Il fiume senza fine

Per sempre e sempre.

[sottofondo:
Hi!
E’ Charlie al telefono?

Ciao Charlie.
Ottimo]

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