Il processo di stampa Fresson è un metodo di stampa a colori con uso di pigmenti. Ereditato dalla “carta satinata”, processo monocromatico a carbone sviluppato nel tardo XIX secolo da Theodore-Henri Fresson, è stato sviluppato da suo figlio Pierre dal 1951 e finalizzato nel 1959, ed è ancora oggi tra le tecniche proposte dal workshop Famiglia Fresson situato a Savigny sur Orge in ’Essonne. L’immagine ottenuta è perfettamente stabile (si tratta di gelatina mescolata con pigmenti simili a quelli della pittura a olio). Il risultato leggermente granuloso è dovuto alla presenza di segatura nello sviluppo. Il tirage fresson o stampa in quadricromia Papier fresson è un tipo di stampa che attribuisce ai risultati fotografici un’aura mistica e sospesa; lo scatto fatto in Breatagna di Bernard Plossu, con argomento una casa in un tappeto di erba con lo sfondo di un temporale di lì a poco a venire, ci fa ricordare le atmosfere gotiche di Wuthering Heights (Bretagne, 2004). Mediante questo procedimento tutto appare color pastello, le cote belgique (Cote Belge, Belgique, 1970)  acquista valore estetico nel fascino di un mare d’inverno. Altre creazioni simili sortiscono lo stesso effetto: gli effetti personali conservati in una teca fressoinante , le coste e la sabbia della Bretagna, una massaia dal viaggio in Messico (Chiapas, Mexique, 1966). Il valore freisson nobilita la percezione. I giardini di Monet da dove prendono vita le rappresentazioni delle ninfee, nella serie les jiardins de Monet a Giverny restituiscono una parte di loro alla fotografia, da sempre imitatrice della pittura. Bernard plossu  non ha soltanto ripreso ambienti, ma è anche interessante per la sua opera in bianco in nero. Françoise Nuñez (sua compagna) figura in numerosi ritratti. L’essenza di questa donna malinconica e misteriosa è spiegata in più capitoli dalla mano del Plossu; a tratti madre (come nello scatto fatto a Lipari nel 1988, isola nella quale si era stabilito), lettrice di un catalogo artistico di El greco, mentre guarda ingenua l’obiettivo, o quando ci presta le forme vellutate del suo corpo. Bernard plossu è ciò che si definisce fotografia d’autore, per quel carattere specifico che in essa vive e la distingue da altre opere fotografiche più commerciali, seppur conosciute. Il tema del viaggio, come testimoniato dalle raccolte Voyage Mexicain (1979) , è una volontà di conservare gli elementi specifici di un posto e incastonarli nelle pagine di un catalogo. In Italia numerose lo località frequentate, celebri gli scatti dell’isola di Stomboli (l’île de Stromboli). L’italia è anche la meta preferita dei pensieri del fotografo Claude Nori. Anch egli francese (incontra Bernard Plossu nel 1974 a Parigi e fonda la casa editrice Contrejour) ha reso in fotografia l’italia degli anni settanta-ottanta delle località marittime di Riccione, Rimini. L’apparato fotografico sia nella forma che nel contenuto ci fa toccare con mano l’entusiasmo adolescenziale, le forme corporee non ancora mature, gli amori diretti vissuti senza filtri, le idee delle vacanze. Si chiama infatti Estate italiana (etè italien, 2001) la raccolta che contiene tutte queste storie. Il mare come luogo di incontro e di amori possibili. Il bianco e nero che stranamente e paradossalmente riveste il sole accecante e la sabbia rovente. Ragazze in costumi desueti, gruppi fatti interamente da donne (per timidezza di un incontro con i maschi?). Tutto ciò formalmente ci trasmette gioia di vivere e spensieratezza, come dovrebbe essere autenticamente l’estate.

Giovanni Sacchitelli

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