Festeggiamo.
Festeggiamo perché non è mai troppo tardi.
Festeggiamo perché oggi è importante più che mai farlo.

Festeggiamo, anche se a qualcuno farebbe bene provare sulla propria pelle cosa significhi perdere del tutto la libertà d’informazione, proprio oggi che la circolazione delle informazioni – specie su Facebook – è diventata totalmente libera, priva di qualsiasi controllo di veridicità, tanto che ognuno si sente in diritto di credere alle fandonie più disparate e palesemente anti-scientifiche.

Festeggiamo, anche se sarebbe interessante scoprire come reagirebbe qualcuno al coprifuoco, all’obbligo di restare chiusi in casa la sera, a non assembrarsi in gruppi numerosi.
Festeggiamo perché oggi non succede più che qualcuno venga prelevato da casa con la forza davanti ai parenti per avere un cognome che evochi antenati di un certo tipo, o perché ha detto (o scritto su Facebook) una frase sbagliata, che ha infastidito chi governa. Persino chi offende o augura la morte o lo stupro, se la cava con una sanzione (a meno che non si profilino reati più gravi come la diffamazione, ma questo è un principio basilare della giustizia).

Festeggiamo perché, oggi come oggi, la Liberazione è la “festa comandata” più importante di tutte. Non me ne vogliano i fratelli cattolici, tradizionalmente legati al Natale e alla Pasqua, ma basta andare a (ri)leggere il Vangelo per comprendere che il nazifascismo è stato, è e sarà – in qualsiasi sua forma – quanto di più lontano si possa immaginare dallo spirito cristiano.

Festeggiamo perché oggi è 25 aprile.

Manlio Ranieri

Photo credits: “Low Section of Man Against Sky” by Pixabay on Pexels

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25 Aprile di Manlio Ranieri è distribuito con Licenza Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Condividi allo stesso modo 4.0 Internazionale.
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