Estratto da Vittoria di Pier Paolo Pasolini.
Dove sono le armi? Io non conosco
che quelle della mia ragione
e nella mia violenza non c’è posto
neanche per un’ombra d’azione
non intellettuale. Faccio ridere
ora, se, suggerite dal sogno –
in un grigio mattino che videro
morti, e altri morti vedranno, ma per noi
non è che un ennesimo mattino – grido. .
parole di lotta?
Se ne vanno… Aiuto, ci voltano le schiene,
le loro schiene sotto le eroiche giacche
di mendicanti, di disertori. Sono così serene.
le montagne verso cui ritornano, batte
così leggero il mitra sul loro fianco, al passo
ch’è quello di quando cala il sole, sulle intatte
forme della vita – tornata uguale nel basso
e nel profondo. Aiuto, se ne vanno! Tornano ai loro
silenti giorni di Marzabotto o di Via Tasso..

Con la testa spaccata, la nostra testa, tesoro
umile della famiglia, grossa testa di secondogenito,
mio fratello riprende il sanguinoso sonno, solo
tra le foglie secche, i caldi fieni
di un bosco delle prealpi – nel dolore
e la pace d’una interminabile domenica..
Eppure, questo è un giorno di vittoria.

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