Cosa ci fa Robert Smith a letto impigiamato e con un vistoso rossetto rosso alle labbra?

Il video di Lullaby comincia così.

Quante volte avrò ascoltato questa canzone nella mia vita? Oggi più che mai ha qualcosa da dirmi.

Penso a Kafka e alla sua La metamorfosi, penso alle paure, agli occhi atterriti e pieni di sgomento.

Lo immagino bambino mentre suo padre gli racconta favole per nulla tranquille, così come egli stesso ha raccontato, immagino la sua paura che monta, il senso che non si lega e non si incastra, il dubbio, il mistero, l’insufficienza della parole non adatte.

Ecco come una canzone ti porta a spasso nel tempo, e soprattutto ti porta velocemente nella tua profondità.

Ed è questo il bello della musica: appartenere.

Appartenere ad un testo, alle atmosfere, ad una ricerca.

Oggi ascolto Lullaby e non posso non fare dei grandi collegamenti. Oggi penso di avere inteso il vero senso di Lullaby e voglio guardare e attraversare tutte le mie paure.

Altro non si può fare, fuggire è solo immaginare altre paure.

Vi invito ad ascoltare questa bellissima canzone, una ninnananna che non concilia il sonno ma che aguzza mente, riflessioni, parole.

“Be still be calm be quiet now my precious
Boy don’t struggle like that or I will only love
You more for it’s much too late to get away or
Turn on the light the spiderman is having you for dinner tonight”

Buon ascolto.

Annalisa Falcicchio

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