Il tarassaco doveva essere raccolto in una notte di luna crescente, in una contrada di Cisternino, vicino a un muretto a secco di fronte al quale, nelle tre ore precedenti, avesse espletato i suoi bisogni corporali un gregge di pecore autoctone: il guaritore era stato perentorio.

Eufrasia Lobopenia aveva avuto fortuna: era riuscita a ottenere un consulto con lui appena rientrata dall’India, ove era stata per il consueto bagno catartico nel Gange di inizio d’anno.

La donna aveva chiesto la visita specialistica allo sciamano Iuseppe Tibetano dopo che era stata colta da un fluviale attacco di dissenteria e le era spuntata una selva di bubboni biodiversi su tutto il corpo, giusto il giorno dopo l’abluzione nel fiume sacro.

Il tarassaco non ebbe grossi effetti: la dissenteria proseguì per una settimana e gli ascessi si moltiplicarono anche in zone impervie.

Alla fine, Eufrasia capì il motivo: quando lo aveva raccolto, la luna era calante.

 

Testo di Stefano Palmisano

per il nostro laboratorio di scrittura in presenza Credibili &Incredibili

Foto di Zeynep Güler su Unsplash

 

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