Sola perduta,

persa, andata su una strada

dove le parole

si sono ammuffite,

impantanate

e si impiastrano le vesti

continuando a sollevare

le braccia invano

in strani movimenti

che non producono storie

ma solo venti di paura.

Sola perduta,

suono l’adunata

alle mie parole,

vorrei che si scomponessero

di nuovo

in vivaci confusioni,

invece loro stanno lì

a infangarsi

nelle sabbie mobili

del film delle mie

lacrime di paura.

Sola perduta,

la mia casa

mi accoglie,

vorrei amare le pareti

e vorrei sfuggirle,

vorrei che non comandassero

alla mia mano,

alle mie gambe,

alle mie braccia

cosa fare e dove

andare.

Sola perduta,

non so smettere

di balbettare sguardi

dentro lo scenario

di quelle lettere

un tempo parole,

adesso

rami secchi

che sollevano paludi,

zampettando una danza

che fa venire

il mal di testa.

Sola perduta,

raccolgo vetri umidi

di cronica

disperazione,

a tratti forte,

a tratti leggera,

a tratti sparita

e allora rilancio

con ubriacature astemie

di gioia confusa,

risate ostinate

che vogliono la vita,

i visi, le parole.

Sola perduta,

trovo la forza

per suonare ancora

l’adunata

alle mie parole

e improvvisamente

sono asciutte,

spogliate da tutte

le paludi,

sono presenti,

in ordine vivace

in tutto lo spazio

senza confini

di qualcosa

che sembrava

solo perduto,

invece no.

 

Anna de Romita 2020

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