In evidenza: Cate Blanchett e Rooney Mara in Carol, T. Haynes, 2015.

D’accordo fa come vuoi, i mei consigli mai. Erano le parole di Battisti, in Una donna per amico (1978), e parlava di una cosa forse rara, eppur possibile che è l’amore tra un uomo ed una donna, ma, attenzione, nella veste dell’amicizia fraterna, tra persone diverse, non tra uomo e uomo, non tra donna e donna, ma anche simbolicamente, come nello scatto da quel film classico, che parla dell’amore proibito, che, però, come dissi già in passato è anche una metafora dell’amore universale, e dell’amicizia universale, anche tra uomo e donna, il film era Carol (cfr. Cate Blanchett nella storia del cinema); perché ti sei innamorata di chi, troppo docile non fa per te, e tra uomo e donna, adesso resta un rapporto diverso, tra persone che magari, si siedono ad un tavolino di un bar e lì parlano, si raccontano delle loro cose, dei loro problemi, lo so che divento antipatico, ma è sempre meglio che ipocrita, diceva Battisti. Perché in quella canzone si parla di due persone che non sono più legate da un affetto tra partner o comunque tra persone che vanno oltre l’amicizia, ma da qualcosa di nuovo, inusuale, originale, da preservare. L’amicizia tra uomo e donna? Ci può essere? Quella canzone, ironica, è forse un inno ad un sentimento anche migliore dell’amore, un sentimento più leggero e più spensierato, come il sorriso di Carol Aird nel film che parla dell’omosessualità e dell’amore saffico, parliamone, niente paura, anche gli omosessuali, che siano maschi o femmine, sono umani, andiamo avanti nei tempi siamo nel 2022! rispetto invece ad una forma di legame che prevede regole e freni, morali. La gelosia non è lecita, citando ancora il  testo (Periodo, primo periodo Battisti-Mogol), eh si, finisce l’amore tra partner ma adesso ognuno dei due è libero, di fare quello che gli pare; Il lui sceglie una donna per amico, e la sceglie con il senno di poi, perché poi ci ritroviamo sempre soli. E subentra quel legame, che prima, nel rapporto tra partner non c’era. Un legame anche di simpatia. Che menagramo che sei (complimenti veri: “…il mastice sei tu, mia vecchia amica..”, e ammissioni di debolezza, “…ma che disastro io mi maledico, ho scelto te, una donna, per amico..”), frase ironica, da fratello a sorella, di riso, di simpatia. E quella amica, a volte insegna. E non si può più fare a meno di quella compagnia; finito l’amore, ma resta il sentimento. Resta soltanto (“…non resta che qualche svogliata carezza e un po’ di tenerezza..” De André, 1966) qualche candida carezza? Direi che quella canzone è una canzone della distensione. Perché in essa si discutono i temi universalmente borghesi dell’unicità del partner, della gelosia, e di tante altre cose  che sono alla base della concezione moderna dei rapporti di coppia come unicità della scelta. Sicuramente avere una donna per amico, beh, risolve tanti problemi. Sicuramente, non essendoci, un legame formale tra persone, che i borghesi chiamarono fidanzamento (cosa poi definita anche da un “regalo” che definisce sotto la forma di un regalo-finalizzato il suggello di quel nuovo rapporto), tutto diventa più libero. Ah si. Finalmente posso guardare le altre, senza che la persona che ho a fianco possa storcere il naso. Si sceglie anche una donna per amico, perché quel legame formale di amicizia, evita il peggio. Evita la gelosia. Evita i problemi. Perché tutto non è una storia seria. A volte mi viene da pensare che quando si decide di imbandire una storia seria con qualcuno non è tanto una storia in cui c’è una sorta di rispetto per il partner, tale che non si tradisce, o non si fanno altre cose che possono venire meno al rispetto di chi abbiamo a fianco, quanto, invece una storia in cui non si ride mai. Una storia in cui, la serietà è vista come rinuncia, e freno estremo anche alla frequentazione con altri. Ciò inclina il baricentro del discorso sul tema generale del possesso e della gelosia. Adesso sei mia, stiamo insieme, ci frequentiamo, e poi stabiliamo che ci apparteniamo. Un tradimento o una frase di troppo potrebbe farmi scattare i nervi. Ma, you don’t own me, come diceva quella canzone. E le donne questo non lo sopportano. Da una parte apprezzano i partner gelosi. Sinonimo che uno ti vuole. Che uno ci tiene e che quindi ha un legame forte e viscerale con l’altra. Dall’altra, il genere femminile, vede la gelosia estrema come forma di possesso e come forma di limite, come impedimento anche a conoscere altre persone. Durante la relazione le donne tengono sempre le porte aperte, non si sa mai, e nel contempo potrebbero uscire anche con altre persone oppure vagliare altri possibili partner, e il loro uomo non lo sa e non se ne accorge. Il tema della gelosia. Tema amarissimo. Per questo motivo, allora meglio un rapporto più leggero. Senza vincoli. Senza obblighi. E, in quella mancanza di doveri, reciproci, ritrovare il benessere di stare insieme. Finalmente. Senza la paura che uno tradisca l’altro o viceversa. Mi sembra che quanto più si cerchi di indirizzare e rendere univoco e ad una sola entrata l’energia dell’Eros in una relazione, quanto più, invece, questo venga ad essere deviato verso altre fonti di attrazione. Cioè. Non credo che si possa imporre al proprio Io che bisogna necessariamente amare una persona e che quando si cammina bisogna indossare un burqa simbolico o camminare con i paraocchi per evitare di guardare gli altri. Mi pare sia sbagliato tutto alla fonte. L’univocità ed avere un partner non significa non poter apprezzare o parlare o avere amicizia con gli altri. Questo sarebbe impossibile e anche sbagliato. Va contro la definizione dell’amore sentimentale, vero e maturo. Per questo, si preferisce avere una donna per amico, e così si decide di andare oltre la vetusta definizione dell’amor borghese della frequentazione-accettazione-fidanzamento-matrimonio, a volte, poi, si è molto giovani. E queste cose per le menti fresche e ancora aperte al mondo rappresenterebbe un grande freno. Un grande problema. Meglio alleggerire le cose. Il tradimento è una energia contraria che si cerca di tenere a freno e poi, questa, di cui è fatto L’eros, viene ad essere canalizzata e dispersa quando questo freno, artificioso e non inteso simbolicamente, cade e così si tradisce. Si tradisce perché quando si vede qualcuno che ci potrebbe interessare. Lo si vede, a priori, come freno e non come opportunità. Una donna per amico. Una donna con la quale parlare, come fratello e sorella. Con la quale scherzare e magari fare anche qualche scemenza o ragazzata. Il problema è sbagliato alla fonte. E’ un quesito mal posto. L’unicità di scelta del partner, non deve venire da un arginamento dell’energia dell’eros forzata, ma da un fatto più profondo, più inteso, più ricercato. Che quella unica persona può darci, mentre altre no. Se stiamo ancora agli schermi vetusti dell’amor borghese come forzatura e come io penso solo a te e quando vedo un altro che mi piace, mi pento e mi dolgo, l’energia si trasformerà in cose malsane per lo spirito e per l’anima. Quella canzone di Battisti, invece, riflette su una forma di amicizia rara, inconsueta, diversa. In cui, quasi, come pargoli, si sta insieme e non c’è altro, come per l’amicizia tra uomini o tra donne, che quello, si parla di quella persona, si spettegola, si fanno osservazioni divertenti sul vestiario o su come quella lì, proprio non la sopporto. Ci può essere l’amicizia tra uomo e donna? Quesito. Le donne spesso tendono subito a categorizzare qualcuno, gli uomini sono più di manica larga. Le donne più nette. Se una donna ha deciso una cosa, fatevi le croci, è quella e non cambia. Gli uomini, da questo punto di vista, sono più malleabili, più concreti, le cose possono essere discusse. Le donne se decidono o se ti vedono come un amico. Non cambiano idea. Tendono di più a capire sin da subito se qualcuno può essere un potenziale partner oppure se resterai un amico. Se insomma puoi essere un ragazzo da marito oppure un amico oppure un cattivo ragazzo. Si sa che le donne tendono a sposare i bravi ragazzi e a nutrire sentimenti nascosti di apprezzamento per i cattivi ragazzi. Il bravo ragazzo è quello più adatto a svolgere ruoli dello schema borghese marito-famiglia, mentre i cattivi ragazzi sono quelli più diretti, più emotivi, meno premurosi, insomma meno affidabili. Oltre a questi consueti schemi di interpretazione. Il tema dell’amicizia tra uomo e donna è secondo me ancora più radicato in come si guarda ad individui diversi. Dell’altra specie. Riguarda anche come si può considerare qualcuno. Talvolta come lo si può usare. L’amicizia tra uomo e donna, per le donne ha un chiaro significato, spesso. Se sei un amico. Lo sarai e non potrai essere altro. Ti vedo come un amico, si dice. Per me sei un amico. Sei il mio grande amicone. Con te ci scherzo, ma poi finisce lì. Gli uomini sono tendenzialmente meno netti e più sentimentali. Per loro ci può essere amicizia tra maschi e femmine, ma, a prescindere, senza che stando insieme bisogna essere inquadrati in qualche tipo di schema o di amore borghese. Potrebbe trattarsi di amore platonico. Quello che è amicizia, che è una declinazione dell’amore, e si può stare insieme, volendosi bene, ma quell’amore non avrà un fine carnale. Di questa forma di amore, magari meno utile, a fini di un futuro-borghese, io parlo. Di quell’amicizia tra uomo e donna, intesa come amicizia dei sentimenti e anche come forma di amore. Dove la negazione e di come potrebbe essere l’altro, questo tiene viva l’attenzione della scoperta. Forma rara.

Giovanni Sacchitelli

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