È un periodo difficile per gli artisti italiani: concerti rimandati, spettacoli annullati, virologi che cantano al loro posto. Ruggero, per il suo ritorno a teatro, sentiva il bisogno di un titolo epico. Con i suoi storyteller passa in rassegna tutte le proposte, tra cui spiccano “Io sono resilienza – L’alba dell’ultimo tampone” e “Ce la faremo 2 – Ritorno al balcone”. Alla fine ha deciso di rasserenare gli animi di tutti con una frase semplice: Just Ruggero. Un happening elettro-acustico dove conta riassembrarci timidamente per guardare avanti e cantare il presente, con un tuffo tra gli spruzzi delle hit del passato e un salto in un futuro fatto di k–pop, trap e reggaeton improbabili. Con lui la soubrette Fabiana Incornata Bisceglia che dopo la terza birra col limone si trasformerà in Faby Q, reginetta delle canzoni estive che ci delizierà con i suoi ultimi successi: “Estate a tutta birra”, “Postumi da sbronza” e “Hangover”.

In vista del suo prossimo concerto previsto a Bari il 15 maggio, noi di Colori Vivaci gli abbiamo fatto qualche domanda:

Ciao Ruggero, finalmente i teatri hanno riaperto i loro sipari, gli artisti ripreso a esibirsi e i Ruggeri a cantare timidamente. Che dici, quest’estate si potrà tornare al centro “Mani di fata” per godersi un massaggio romantico?

Be’, da certe espressioni negli occhi delle persone che vedo tra il pubblico, ti posso assicurare che al centro massaggi ci sono andati anche durante il lockdown.

Nella tua biografia su Wikipedia è scritto che hai recitato in uno spettacolo di Dario Fo, sì, te lo giuro, è scritto proprio così. Timidamente ti chiedo: cosa è successo poi? Quando è arrivata la vocazione al demenziale?

Credimi, secondo me la vocazione al demenziale è arrivata probabilmente a chi scrive le biografie di Wikipedia. 

Ascoltando i testi e gli arrangiamenti delle tue canzoni, si capisce chiaramente che sei il figlio illegittimo di una relazione tra un’orchestra di fine anni ’50 e Freak Antoni. Come vivi questa particolare ambivalenza?

All’inizio è stato destabilizzante, ma poi ne sono uscito scoprendo anche altri generi come il k-pop, il cantautorato moderno, il reggaeton, la drill e Povero Gabbiano.

Ora è il momento di qualche consiglio timido, perciò ti chiedo: qual è il trucco per dire una cosa sconvenientissima in modo che venga accettata da tutti? In poche parole: come si raggira la censura e il politically correct? 

Bisogna chiedersi sempre dov’è la linea di confine tra ciò che è accettabile per il pubblico e ciò che non lo è e riuscire a percorrere questa linea in punta di piedi con la leggiadria di Roberto Bolle, ma a volte anche a gamba tesa, con la leggiadria di Rino Gattuso. 

Nel singolo “Anche quest’anno si tromba alla prossima”, ti chiedi: “Se tutti fanno canzoni stupide, a me cosa resta da dire?” Come pensi di reagire di fronte questa neverending mancanza di timidezza?

La frase esatta è “se le canzoni d’oggigiorno sono tutte demenziali, non ho niente da inventare più”. E’ l’ammissione di sconfitta di un cantante che ha bisogno sempre di essere incasellato in un genere mentre tutto il mondo scopre la fluidità, anche musicale. È il canto del cigno di un boomer.

Negli ultimi mesi ti sei cimentato nella serie shy-fy REEBOT. Nell’episodio 3 Ruggero incontra il suo creatore pelato che lo costringe ad un restyling dovuto all’usura e a una subdola clonazione da parte dei russi. In che rapporti sono ora i due?

Siamo abbastanza ai ferri corti, anche perché ho da pochissimo scoperto che questo sedicente creatore pelato, si becca tutta la mia SIAE. Non è giusto. Ma invito il pubblico a seguire la serie REBOOT sul mio canale YouTube per farsi un’idea precisa e decidere se stare con #teamcreatore o #teamruggero.

Se il vecchio Ruggero prendeva spunto dagli anni ’70 e ’80, quello nuovo si ispira agli anni ’90 e al k-pop. Quale sarà la prossima frontiera della musica timida?

Con il mio collega e tenore lirico Maestro Ivo stiamo imbastendo un gruppo che si chiamerà i Voloskin: faremo cover de il Volo ma con lo stile dei Maneskin. In questo modo dovremmo avere successo in tutto il mondo.

Una domanda per Andrea: ti consideri un attore e uno scrittore comico. A chi ti ispiri nella scrittura? Scrivere con l’intento di far ridere dev’essere davvero difficile.

Più che attore mi considero un “cialtrone professionista”: Ruggero è un personaggio dalla forte componente sciamanica. Basta indossare una parrucca cinese per modificare completamente la mia personalità, come Jim Carrey quando indossa la maschera in The Mask. Dal punto di vista comico mi piace leggere di tutto, dai libri comici alle biografie di comici, fumetti, con una passione per i film di Will Ferrell e gli spettacoli di Kevin Hart e Ricky Gervais, che come vedi non c’entrano niente uno con l’altro, ma soprattutto con me.

JUST RUGGERO
Domenica 15 Maggio 2022
Ore 21:00
Teatro Forma, Bari

Biglietti su Vivaticket

Cristina Carlà

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