L’importanza degli stimoli sensoriali sani e dell’educazione. Dettagli e carattere. Siamo ciò che non siamo. Affermazione paradossale, ma per una evoluzione caratteriale (affidandosi ad un consulto specialistico oppure affidandosi alle sagge direttive di un mentore, di una guida spirituale) o anche per apprendere nuove nozioni, bisogna passare sempre da ciò che è a ciò che non è. Porre un’antitesi, qualcosa che non sono Io, una cosa che è contraria o contraddittoria (in filosofia e più specificamente in logica va fatta una distinzione tra Contrario e Contraddittorio. Contrario è “l’opposto”, come caldo / freddo, buono / cattivo. Contraddittorio è tutto ciò che non è qualcosa. Quindi il non-buono o il non-caldo sono tutti quei concetti che non sono il buono o il caldo). L’anima, cosa delicata, si alimenta di stimoli sani, se stimolata o “contraddetta, contrariata” male, stando alla dialettica Hegeliana poi avremo una sintesi malsana e malformata. L’anima è come un corpo che va curato. Se curiamo male il corpo, o se lo mal nutriamo, esponiamo a situazioni malsane, esso ne verrà ad essere sintetizzato (composto male). Se ad esempio assumiamo cibi malsani o ci esponiamo a temperature estreme. L’anima è la stessa cosa. Una tempra forte deriva sia da una predisposizione genetica ma anche da una minore inclinazione a stimoli malsani e al vizio. Stimoli essenziali per un buon carattere. Stimoli negativi e persone malsane assolutamente da evitare. Ne va del carattere della persona. E la filosofia è la migliore luce nelle tenebre della mancanza di autocoscienza. Il ragionamento è lo strumento più sano e più democraticamente sostenibile per fronteggiare la violenza verbale e simbolica. Meno male che ci sono i filosofi e una volta Benigni disse queste parole “dobbiamo ringraziare questi uomini che nella Grecia antica si soffermarono a pensare tutta la giornata cosa è l’amore? cosa è la virtù? cosa è la giustizia?” Grazie al pensiero astratto di questi sottili e sublimi anacoreti dello spirito, usiamo adesso questi concetti e grazie all’astrazione è possibile una concretizzazione. Da qui il lavoro apparentemente invisibile della riflessione e di quanto le idee abbiano un enorme valore. Un valore inestimabile. Se ad esempio Hegel stesse tra i ciliegi, e camminasse nella pura natura e poi guardando cosa accade ne facesse una sintesi, e poi il suo spirito particolare (spirito particolare / spirito universale. Per Hegel è lo Spirito Assoluto. Come intendere filosoficamente il termine “particolare”. Attenzione a questo false friend del linguaggio quotidiano. Per “particolare” non si intende “quanto è particolare quell’anello, non lo ha nessuno” oppure “una giornata speciale, una giornata particolare”. Per particolare si intende “singolo” e “universale” è la legge o teoria generale che informa e spiega ogni caso particolare o singolare. Se ad esempio teorizzo secondo la botanica che “Tutti gli alberi hanno le radici”. Questa è una teoria universale e vale per ogni singolo albero e ci sono arrivato inducendo l’universale dal particolare, ovvero guardando ogni albero singolo) la sua anima individuale ne venisse e ne fosse arricchita da questa visione rosa; la natura in evidenza, così rosa e delicata, sicuramente più di certe persone convinte di fare arte, e poi il filosofo tedesco per parlare di un concetto e di un’azione dell’anima molto frequente, che è una dottrina filosofica che è stata già spiegata nella Dialettica dei contrari e che oggi vado a definire più teoreticamente (teoretico, ciò che in filosofia si antepone a pratico. Teoretico = che a che fare con la conoscenza e la teoria. Pratico = che ha a che fare con la “pratica”, quindi con l’agire, con l’etica) in rapporto ad una camminata immaginaria di Hegel, come fece Heidegger nella foresta nera, luogo in cui si ritirò in una parte della sua vita per riflettere sulle massime questioni filosofiche, sull’essere. Una camminata, oltre a definire e a caratterizzare una persona (cfr. Metafisica della camminata) è anche, come il viaggio (cfr. Viaggio e scoperta), uno sviluppo e una formazione della persona. Immaginando Hegel camminare tra i ciliegi, ma come Hegel può essere ognuno, l’anima ne viene ad essere arricchita e nuova (si pensi a quando dicevo che porre a l’anima tante cose nuove la rende diversa e ferma il tempo, lo rende più lento) camminando, l’anima pone costantemente davanti a sé (adesso se questa realtà sia posta, ovvero un risultato di una posizione idealistica dell’anima che crea la realtà, è questione filosofica più specifica e riguarda il concetto di realtà) oggetti e cose, quello che nella dialettica hegeliana è il secondo momento. La dialettica hegeliana è logicamente fatta di tre momenti: 1) tesi 2) antitesi 3) sintesi. Qui con il termine “sintesi” non si intende, come anche per la filosofia kantiana, “riassunto”, per sintesi si intende “mettere insieme”. Nella dialettica hegeliana, della sua filosofia idealistica dello spirito assoluto, le cose non sono mai dicotomiche, come avveniva prima di lui, con Kant o Cartesio o Aristotele; in questi in ogni caratterizzazione e teorizzazione c’è sempre una parte a due, una diade, una scissione dicotomica. Per Hegel queste dicotomie vengono introiettate e sintetizzate nel terzo momento, che è quello della sintesi, di modo che non esistono cose separate e non comunicanti, non esistono scissioni nette ma le cose sono “unite” da una sintesi che è un qualcosa che va dalla tesi all’antitesi, una unione logica e concettuale. Approfondire ulteriormente la filosofia di Hegel qui è fuori luogo e poi, francamente, non è di mio interesse, la filosofia hegeliana è la filosofia del tutto è compiuto, a differenza di quelle precedenti, in particolar modo quella di Kant che è quella della possibilità e dell’ignoto; dire che tutto è spirito (dove per spirito non si intende alcol etilico) è una tesi decisamente autoritaria e totalitaria. Sembra che tutto finisca con gli idealisti e anche le idee a loro volta sono idee e così tutto diventa posizione dello spirito, ovvero creazione per opera di un atto mentale. Utilizziamo la dialettica hegeliana, come risultato logico della formazione dell’anima ogni volta che si pone un contrario, o un contraddittorio. Dal confronto e dal rapporto tra contrari o contraddittori, l’anima ne viene ad essere rinnovata e si sviluppa. Lo sviluppo, anzi, è possibile soltanto se il soggetto, la persona che cammina nella natura o leggendo un libro o parlando con qualcuno, alla fine ne viene ad essere rinnovata nel contrasto (dove questo termine non va inteso nella sua forma negativa. Va inteso come tutto ciò che non è L’io, il contraddittorio). Soltanto dando all’anima stimoli nuovi ciò che l’anima non è, l’anima, secondo una semplificazione della dialettica hegeliana dei tre momenti, è come una 1) tesi alla quale si pone una 2) anti-tesi e che poi assumerà una forma nuova nella sintesi (terzo momento). Per capire quanto sia estremamente concreto questo ragionamento, si pensi ad esempio ad una camminata nella natura, a come il verde faccia bene alla salute a come le piante rilascino sostante positive per il sistema immunitario. Ora, questa situazione, nella vita di tutti i giorni non era. A meno che uno non abiti nel verde, nella realtà di tutti i giorni viviamo in città fatte di asfalto e di case rivestite di mattoni; se invece poniamo, come pensava anche Rousseau (cfr. La botanica come scienza della sensazione), situazioni diverse, antitetiche, contraddittorie, contrastanti con quanto viviamo ogni giorno l’anima ne viene rinnovata. Perché, e qui l’insegnamento hegeliano, lo sviluppo nel tempo, il passare da un vecchio ad un nuovo è possibile soltanto ponendo ciò che fino a quel momento non era e non si era dato ai sensi o alla mente. Quindi se poniamo novità all’anima questa nel terzo momento della dialettica hegeliana (sintesi) ne verrà rinnovata e sarà diversa (nel bene e nel male). La sintesi è la possibilità e l’esemplificazione di un divenire storico o caratteriale. Dando asperità o situazioni nuove, l’anima ne viene ad essere rinnovata, sia restando in se stessa oppure cambiando (cfr. ascoltare). Perciò la dialettica hegeliana è l’esemplificazione quotidiana di come funziona la mente e di come parlando con persone con un parere contrario, visitando posti nuovi, conoscendo persone molto diverse da noi, l’anima, nel terzo momento, cambia sia restando quella che è, nelle proprie posizioni oppure approdando a nuove terre. Sia nel primo caso, sia nel secondo, c’è stata una sintesi, una composizione di una nuova anima, rinnovata. Perché, se anche decidiamo di tornare a casa dopo un viaggio in un posto nuovo, oppure decidiamo di restarci ancora, nel primo caso l’anima si sarà nuovamente composta (sintetizzata) nello stato psicologico “d’ora in avanti in quel posto non andrò più”. L’intuizione intelligente di Hegel, più complessa rispetto ai suoi predecessori, e che non esiste mai un A) separato da un B) ma esiste invece un’azione continua che va da A) a B) e questo si chiama rapporto speculare, azione di comunicazione e di interazione tra A) e B) o tra soggetto e predicato. Quindi, dopo una passeggiata al lago o dopo una conversazione con una persona nuova non c’è un Soggetto separato dall’Oggetto (come per Aristotele o per Kant o per tutti quelli che avevano questa visione decisamente semplicistica), ma c’è anche una continua interazione ed influenza tra soggetto ed oggetto. Alla fine di un viaggio in un posto nuovo, o dopo la visione di un film interessante, io ne esco rinnovato, nel bene o nel male. In un nuovo stato dell’anima, in cui ciò che è viene dall’azione e dall’interazione tra un soggetto ed un oggettività (attenzione a come intendere questo termine, per oggetto non si intende sempre “oggetto materiale”, come una penna o un tavolo, si intende “oggettivazione”, ciò che non è il Soggetto). La sintesi delle nuove forme dell’anima avviene da una tesi alla quale si antepone una antitesi e poi una sintesi in cui l’anima ne viene rinnovata. Questo accade ad esempio quando leggiamo un nuovo autore, quando ascoltiamo una nuova canzone, questa per il rapporto tra ciò che era e ciò che è, permette una nuova formazione dell’anima che dopo quell’ascolto si appassionerà a quell’artista e cambierà la sua vita. Quante volte “da quando ho scoperto quella musica, la mia vita è cambiata radicalmente”. Hegel filosofo idealista (e anche Battisti con Panella gli dedicarono un album nel 1994) dice che questo avviene perché lo sviluppo, anche il divenire storico, è possibile soltanto dando nuovi stimoli all’anima. Se una persona resta sempre nel suo e non si pone nuovi orizzonti, nuove persone, nuove abitudini, sarà sempre uguale a se stessa; se invece si pongono all’anima nuovi stimoli si avranno nuove formazioni psicologiche e possibilità reali di cambiamento. Dove sta la questione filosofica: una camminata è un muoversi di un soggetto agente in un percorso e nel moto il soggetto passa da un posto a) ad un posto b). Nell’andare da un posto a) ad un posto b) l’anima assume nuove forme passa da due diversi stadi dell’essere. Quando l’anima è nel posto b) sarà diversa, come diversa è la forma dell’anima che assume dentro i colori e la bellezza della natura; ponendo queste cose belle all’anima, l’anima ne viene ad essere rinnovata e sarà diversa ogni qualvolta si muove dentro spazi nuovi e con stimoli diversi. Quando stiamo bene nella natura o dopo avere visitato un bel posto, quella per Hegel si chiama sintesi. Sintesi e composizione di nuovi stati dell’anima. E questa è filosofia concreta e quotidiana e diciamo grazie ad Hegel che ci ha chiarito le idee.

Giovanni Sacchitelli

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*
*