In evidenza uno scatto dal film Autumn in New York, 2000.

Essere e apparenza, nascosto e mostrato, demonio e santità, privato e pubblico le coppie concettuali della vita moderna e l’amore come speranza di felicità, essenza e modi di apparire, come vorrei essere e come mi vorrebbero gli altri, è il lessico dell’appuntamento di quello che accade prima di accettare un invito di uscire a cena con qualcuno o fare una passeggiata romantico-sentimentale con qualcuno. Prima di questo il corteggiamento e lo scambio epistolare (o messaggini) o anche gli sguardi sfuggenti, come quando in un luogo di lavoro o sul bus cerchiamo lo sguardo di due bei occhi e poi quando questi capiscono, poi fuggiamo lo sguardo, intimoriti. Andare in un posto solo perché c’è quella persona e lì fare conversazione, magari inventandosi che si passava per una commissione, ma in realtà soltanto perché, come diceva Umberto Tozzi, chi mi brucia sei tu. E l’amore è fuoco e la scrittura dell’amore lo è altrettanto. Frasi ad hoc e mostrare solo il meglio di noi stessi, il resto lo lasciamo ai vicini e a quelli del condominio, che ci conoscono come siamo, anche quando non siamo fini e delicati, poco estetici, quotidiani, banali, tristi. In pigiama o con un muso lungo inespressivo. Ma questa è la sfera del privato. L’amore è perfezione e desiderio di essere come attori in un film. Leggiadri e delicati. Come Richard Gere. Così carismatici e dalla voce cavernosa, baritonale, soffusa come un oboe (cfr. Fenomenologia di Richard Gere). Vogliamo spesso apparire per quello che non siamo e fare bella figura, per questo facciamo di tutto per mascherare i nostri difetti, per truccare e smussare i lati caratteriali più ispidi, attori di un film per una sera per poi tornare a noi stessi il giorno dopo oppure non tornare mai più e pensare che in fondo merito di meglio o è stato un errore uscire con quella persona. Ontologia dell’appuntamento, ovvero come si è quando si esce con qualcuno, per appuntamento intenderò il termine inglese dating, to have a date with someone, appuntamento sentimentale, appuntamento romantico, uscire per conoscere qualcuno ed approfondirne la conoscenza. Il concetto di appuntamento afferisce a quello superiore di amore-romantico e sentimentale in cui il dialogo e la conoscenza dell’altro (conoscenza per accidens, per attributi fino ad arrivare all’essenza; ovvero tramite quello che l’altro dice / rivela in maniera diretta o indiretta = corrispondere al detto e non detto, tra come una persona si comporta e quanto dice a suo riguardo e per questo è essenziale la comunicazione non verbale, strumento utilissimo per comprendere le più segrete ragioni ed intenzioni dell’interlocutore / potenziale partner) è possibile in un momento extra-borghese che quindi esula dalle normali tempistiche di interazione, per un’etica del tempo lento in cui le interazioni tra i soggetti interessati avvengono in maniera inusuale e bonaria, di modo che quanto avviene in privato o quanto avviene di consueto viene ad essere sostituito da un essere in appuntamento che ha una caratterizzazione ontologica diversa dall’essere in privato.  L’essere in privato è un essere come non vorremmo. Per questo quando si esce con una persona si fa di tutto per essere al meglio delle proprie potenzialità, nel vestiario, succinto o in un tailleur formale da donna di alta classe, atteggiamenti da intellettuali ed esperti di arte e letteratura o da cinefila dei film francesi d’essai, nelle labbra tirate a lucido e nel trucco simbolico (trucco – moda ed essenza) di una vita felice e romantica che vuole colorare di nuovi tratti il grigiore quotidiano e della solitudine; abiti puliti e freschi, attesa infinita da un’ora all’altra, speranza che l’altra persona non si tiri indietro o inventi una scusa. Questo il lessico e l’anima quando è in attesa di un appuntamento. Si può litigare anche con la migliore amica. Tutto è concentrato nell’attesa di quell’attimo. Sembra quasi di essere ebbri di un elisir di lunga vita che si è bevuto in anticipo, buttando il tappo, sicuri che poi basterà per sempre, perché quando si torna sobri è l’amore a renderci vivi. Il tempo sembra avere una dimensione ed un riempimento diverso. Si sta in casa eleganti anche tante ore prima, non si riesce a fare niente se non in maniera distratta, ecco che si punta tutto su quel magic moment (come cantava il saggio Lou Reed), che, se magari non ci si presenta in tiro e ben agghindati o con quel determinato obiettivo comunicativo (quando cioè ci si vuole volontariamente trasmettere all’altro una immagine di noi stessi), non ci può essere intesa e poi non scatta il colpo di fulmine. E da quel colpo di fulmine si può progettare e prevedere anche una vita insieme. Sentendo quel battito sano che sta nel polso. Nell’appuntamento, per chi crede nell’amore sentimentale, in quello dialogico e profondo, in cui realmente si arriva all’anima dell’altro, tutte le speranze di una vita felice, perché l’amore rende felici, o no? O quella è la salute, come diceva Massimo Troisi? Allora se vogliamo essere felici trovando e cercando l’altra metà della mela, dobbiamo essere tutto ok, tutto adeguato alla situazione; non c’è una seconda occasione per fare una buona prima impressione e l’occhio vuole la sua parte. Fatto vero. Come è vero che la bellezza esteriore ha un impatto visivo sull’interlocutore di 5 secondi, poi, sopraggiungono altre qualità, che, ci cerca un’interazione profonda valuta e non si ferma alla bellezza esterna se poi dentro non c’è nulla. Filosofia dell’appuntamento. Primo raffronto 1) essere e apparenza. L’amore sentimentale è per definizione lo stare sopra e la colorazione emotiva e simbolica del materialismo. La vita quotidiana (e poi quella futura matrimoniale, per chi fa questa scelta) è fatta di cose materiali (a partire dal cibo, fino alle utenze, passando per gli stipendi) e di pensieri spesso materiali e ciechi; ora per superare questo materialismo c’è l’amore sentimentale e romantico che è una vittoria e una visione profumata del nero dell’esistenza, per questo esistono i baci appassionati e gli abbracci sotto lo sguardo vigile della Luna e delle stelle, che sono la stessa cosa dell’amore. Il primo raffronto filosofico è il superamento o rimodulazione delle cose materiali in una veste più soft e delicata, che si esprime nel vestiario diverso dal consueto, “elegante”, dai modi garbati e spesso esageratamente volti all’affettazione (che non è quella del prosciutto crudo, ma significa “eccesso di formalismo e di modi distaccati”) perché così è l’animo sensibile, dolce e raffinato, a differenza della solitudine e del vuoto di quando non si ha nessuno se non abitudini e azioni, quando si è single. Il primo raffronto tra essere e apparenza, è quello che poi si esprime nella volontà di apparire spesso diversi da come si è, perché quella è l’apparenza di una essenza quotidiana che si vuole nascondere, trasmutare, abbellire, perché nelle favole e nei romanzi vanno tutti d’accordo e gli amanti si vogliono sempre bene. Il secondo raffronto è quello tra essere e tempo (e qui Heidegger si rivolterà nella tomba), dove la temporalità (che non è quella metereologica) è un corollario del primo raffronto, e conseguenza; il tempo dell’essere del primo raffronto è quello quotidiano come si può supporre essere quello di una impiegata infelice o di uno scapolo alla ricerca di un anima gemella. Sono fatti di tutti i giorni, non siamo sempre felici e platonicamente questo desiderio di mancanza spinge ad un dating, al flirting, al corteggiamento (cfr. Sedurre) che può portare poi ad un’uscita galante a lume di candela oppure sul bordo di un fiume a guardare le acque che si fanno gialle alla luce dei lampioni. Qui, il tempo, è un tempo diverso dal borghese fluire del tempo. Qui il rapporto tra essere e tempo, è un corollario del primo raffronto e ne è analiticamente incluso; il tempo borghese ha un fluire diverso dal tempo-appuntamento. Il tempo appuntamento, come la mente del poeta e le poesie, sono extraborghesi, vanno oltre il consueto fluire del tempo ed è vero che quando si sta bene con una persona (e spesso lo si capisce subito che una persona è fatta apposta per stare con te), il tempo passa diversamente. L’essere e il tempo dell’appuntamento sono tra loro interconnessi di modo che un potenziale partner è quello che appare proprio perché il tempo in cui è lo rende tale. Delle tempistiche più veloci, ansiose o improvvisate non sortirebbero l’effetto definito e se con una camminata di fianco ad un fiume o nell’aria densa della sera verrebbero associati gesti bruschi o parole non delicate e armoniche e musicali, l’apparenza non sostituirebbe l’essenza, sarebbe come tutti i giorni e quindi non saremmo felici. L’appuntamento è una scommessa di felicità. Per questo l’anima è tutta in un punto. Definita dentro un desiderio particolare. Nell’ontologia dell’appuntamento essere felici non è un discorso ma è una percezione, è un impegno sacrificato per essere felici. Di modo che si potrebbe buttare all’aria il mondo o tutta la vita passata per quella scommessa di felicità, voltare anche le spalle agli amici se è il caso, che duri anche un secondo, ma almeno si sta già vestiti bene e lustrati ore prima dell’appuntamento, per sperare di essere felici, non con il cervello, ma con l’anima. La felicità dell’appuntamento e l’essere nell’appuntamento sono la felicità dell’innocenza, quella che vince il materialismo e spera ancora in una felicità comunicativa e dialogica. Perché si è felici con l’anima e poi con il cervello. Se si trova la persona giusta, quella con la quale si sta bene sin da subito, questa è una grande fortuna e la felicità è possibile. Per questo a volte il comportamento prima di un appuntamento è come quando si deve sostenere un colloquio o un esame: tutto sta nei dettagli e di come vogliamo apparire, se qualcosa va storto si rompe la magia. Esagerazione e atteggiamenti nervosi quasi isterici, cambiare spesso vestiti, volontà di ritirarsi e declinare, paure, paura di non piacere, paura di non essere all’altezza, paura di non sapere cosa dire, di apparire inadeguati. Ma è la paura unita al coraggio, perché la felicità sta sempre oltre l’orizzonte.

Giovanni Sacchitelli

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