Iniziare, differenza e ripetizione. Il rapporto tra il soggetto ed un oggetto singolare, tra soggetto e scelta, tra amante e sentimenti; si iniziano tante cose, poi si terminano, ma ciò che il soggetto esperisce ogni qualvolta si accinge ad iniziare qualcosa o ad amare qualcuno è diverso l’approccio, diversa l’intenzione e lo spazio e il tempo entro cui questa azione avviene. Iniziò la terra con la Genesi e si inizia una nuova abitudine o una nuova passione. Termine, quindi, di uso comunissimo, come si inizia una nuova giornata sulle scale di un nuovo proposito e si inizia a raggiungere un nuovo sogno; iniziare e novità, innovazione e nuovo. Iniziare e nuovo sono quindi sinonimi nel corollario dell’atto dell’inizio. Fondamentale e essenziale il ruolo del nuovo, che rispetto al già visto o al passato, porta qualcosa che prima non c’era, un qualcosa di innovativo che, come tutte le opere d’arte o i capolavori, stride con il passato e rompe la regolarità al fine di  stabilire nuovi paradigmi. Il nuovo è meraviglia e stupore, senso di realtà rinnovato ed emozioni giovani che trasformano il tempo e lo rendono più profondo, nuove combinazioni di elementi primari, come nuove note nell’universo infinito del pentagramma. Avere tante cose nuove è cambiare la percezione del tempo e allungarlo, mentre restare attoniti e non riempirlo tra un momento e l’altro significa accorciarlo e, di conseguenza, un mancato cambiamento della persona in tutte quelle sfumature di significato. Se si vivesse in situazioni sempre nuove, nell’inaspettato, che è il fratello gemello della scoperta e dell’avventura, il tempo sarebbe rallentato e la persona continuamente innovata in quei cambiamenti che l’anima poi riproduce in sé come un camaleonte cambia la propria forma esteriore. Iniziare è una promessa che l’anima fa a stessa facendo del coraggio e dell’ottimismo i migliori alleati, dato che quando si inizia qualcosa è l’intenzione che va abbinata ed accompagnata da i trascendentali del coraggio e dell’ottimismo. Una visione positiva e di progressivo sviluppo verso il meglio sono i migliori ingredienti ed abbinamenti ad un inizio ideale. E’ il termine superiore di ogni azione, l’uno che precede ogni attività verso un oggetto e secondo determinati obiettivi. Inizio e novità, vecchio e nuovo, passato e presente. Inizio parte sempre da un qualcosa che non è più verso un qualcosa che non è ancora e in questi due termini di paragone giace il soggetto agente, colui che si appresta a fare qualcosa, che inizia. L’inizio è un tagliare i ponti con il passato e sperare in un nuovo avvenire. Altro termine che si aggiunge alla collezione di significati: speranza. E’ il principio di speranza che guida l’azione verso nuovi traguardi, ed è anche la novità a dare nuova speranza. Invenzione e innovazione, termini pari nel divenire storico. Al concetto di inizio sono legati quelli di differenza e ripetizione. Qualcuno diceva che anche l’idea più interessante e innovativa se posta troppe volte all’occhio e all’orecchio della coscienza finisce per diventare banale e irrisoria. Se quindi si ripete troppe volte e invece non si lascia l’opera miracolosa del nuovo giacere per pochi attimi nella coscienza del soggetto che esperisce, si scade inevitabilmente nel banale e nell’ovvio. Ma, oltre alla ripetizione del nuovo i concetti di differenza e ripetizione afferiscono in maniera più profonda e radicata nell’esserci di qualcosa. Se anche ci accingiamo a ripetere la stessa azione passata o guardiamo allo stesso oggetto più volte, quello stesso, se anche identico a prima, non sarà assolutamente lo stesso. Il soggetto che esperisce, avrà davanti a sé un oggetto diverso e quel momento magico in cui si accordano intelletto e senso interno, sarà diverso qualche attimo dopo. Questo perché, l’arte come il bello artistico, sono un legame unico e irripetibile di momenti decisivi che corrispondo e si danno vita tra loro, creando legami complessi, solo in un momento, che nell’atto della ripetizione porterà inevitabilmente differenza e mancanza di effetto significativo. Concetti e idee frequenti per capire come la società del consumo e dell’utile deformi poi questo stare insieme degli elementi costitutivi l’opera d’arte e porti al parossismo e alla banalità idee, cose, fatti, ripetendoli ad infinitum, con la commistione con altri elementi estranei ad essi o minando quella meraviglia originaria. E’ l’epoca della moltiplicazione di significato degli oggetti, della parodia e gli oggetti vengono svuotati del pathos originario. Ma è possibile ovviare a tutto ciò, con un nuovo inizio e con nuove intenzioni.

Giovanni Sacchitelli

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