La definizione di ciò che è persona va a braccio con ciò che è valore, prima che individui immessi in un circolo vizioso di arti e mestieri l’essere umano è persona nel senso di essere degno di considerazione come umano e anche soltanto per questo degno di amore e rispetto; perché, nell’interagire continuo degli individui, l’homo civilis spesso si dimentica e lo fa in quanto parlato dalle pratiche sociali a cui aderisce indefessamente, che ha davanti un essere umano, con tutta la sua complessità  e tutte le sue privatezze. Lessico e verbo del borghese: teorema arditissimo, ti rispetto se e solo se. Si è degni di rispetto dall’uomo comune soltanto se si entra dentro gli schemi mentali che egli stesso erge a tavole, come comandamenti ineludibili ai quali afferire sempre e comunque. Tavole del lessico dell’uomo comune, una sorta di decalogo instillato in maniera innata (e di questo Cartesio avrebbe riso) nella sua mente. In base a questi schemi, l’essere umano può essere anche ridotto al nulla, svuotato come un barattolo e ridotto a mero rivestimento epidermico di cose biologiche, reso degno di nessun rispetto, per l’azione degli individui comuni e della loro azione associata. Ma, come le venature turchese della immagine che ho scelto in evidenza, l’essere umano è cosa più complessa, delicata e nobile delle semplici categorie borghesi entro le quali il rispetto è degno soltanto se alla fine del ragionamento il malcapitato ne esce illeso e adatto e giusto. La saggezza è una ricerca continua di senso negli accadimenti, è un percepire un’instabilità e continua discussione delle cose di tutti i giorni, passate, presenti e future, al fine di capire quale sia il valore e significato degli oggetti, delle azioni, dei fini e dei mezzi. E’ l’intelligenza che guarda al mondo. E, in tutto questo continuo disquisire intellettualmente sul significato delle cose, cosa che distingue il pensatore dagli individui comuni, non può non considerare il valore infinito e preziosissimo dell’essere umano come persona. Questo discorso è l’essenza della vita associata, che è costituita di individui che tra loro si associano per creare società rette da leggi (e le leggi, come tutte le cose umane, sono altamente discutibili) o da atteggiamenti / comportamenti ritenuti normali o giusti (spesso si usa il termine “rispettabile”). Ma il vero rispetto è cosa antecedente la formazione sociale e l’immissione nell’individuo nel veleno amaro delle azioni sociali; numerosi i casi quotidiani di discriminazione, umiliazione, emarginazione (“…when you are  a stranger faces look ugly when you’re alone..” diceva qualcuno, perché esseri soli = non avere amici = essere non di gradimento = essere non adatti al mondo). Ma se è vero che gli ultimi saranno i primi e che saranno beati i perseguitati , vuol dire che la classifica e la stesura di una gerarchia tra gli individui sociali è cosa che non considera il valore inestimabile della persona, e che non esistono primi o ultimi, semplicemente ci sono persone che esistono. Di uso comune i termini ultimo, respinto dalla società, inutile, povero, et cetera. Spesso questi giudizi emessi da menti che non sono in grado di giudicare sia per cosa sono e sia per il ruolo che svolgono in società. Ama il prossimo tuo come te stesso, perché l’altro è te stesso, e la vera bontà è proprio nei sorrisi sinceri tra le persone quando si incontrano gli occhi. Siamo esseri umani e non oggetti da sussumere sotto un teorema universale di cui mai è stata data razionale prova di buon senso nella sua applicazione. Emarginare gli ultimi, gli anormali, ma questa normalità è la conseguenza di leggi stilate in maniera superficiale, non ragionata e senza alcun rispetto dell’essere umano come persona, organismo complesso meraviglioso e non oggetto da immettere in una catena di montaggio. Urge un nuovo lessico, una nuova maniera che il pensatore stabilisce. Questo lessico, come tutte le cose teoriche, va alla base del giudizio e del pensamento dei comuni, e pone nuovi orizzonti di senso. Innanzitutto, il valore dell’essere umano come persona, degna di rispetto e attenzione, valore della privatezza e rispetto dei pensieri più intimi e personali della persona e non esposizione in bella vista senza tatto e delicatezza. Persona, valore, rispetto, privatezza e amore. Un amore diretto e incondizionato, senza discriminazioni di qualunque sorta. Perché l’anima di una persona è complessa come quelle venature turchesi e quando si ha davanti un individuo non si ha davanti qualcosa ma qualcuno. Un essere umano degno di dispetto a priori, e non oggetto da inserire in un oggetto o in uno schema sociale di azioni. Una persona che ha i suoi bisogni, i suoi desideri, e il suo sacrosanto diritto alla solitudine talvolta ma soprattutto ad essere felice. La persona matura gioisce della felicità dell’altro. E’ un tutt’uno con il gaudio altrui. Ostacolare la felicità altrui, controllare, far apparire gli altri per quello che non sono e metterli in cattiva luce negando le evidenze, deformare i fatti a proprio vantaggio, tutto questo è opera forse diabolica ma certamente spregevole e piccina. In ogni caso, la persona necessita di rispetto, e se questa dimostra felicità ed entusiasmo non va spenta con abili manipolazioni o influenze, ma va sostenuta. Sublime opera del creatore, il sorriso. Il sorriso che vince l’ignoranza e la pochezza morale. Così come giudicare dall’apparenza esteriore, giudicare qualcuno senza sapere la sua storia personale o i problemi che ha avuto in passato è azione indelicata, intinto non ragionato. Il termine che si dovrebbe iscrivere a caratteri cubitali nelle coscienze dei comuni è: rispetto. Parola desueta, magari ancestrale, che fa rima con amor di sé e amor proprio. Amarsi, perché amare se stessi prima di ogni deformazione sociale è un atto di grande maturità. Si è grandi quando davanti alla debolezza di qualcuno non si esercita villanamente il proprio potere ma si accoglie e si sostiene, si aiuta. Si è maturi quando non si giudica  e si accetta ognuno per quello che è, perché ciascuno è perfetto. Aspettare la caduta altrui come becchini attendono la dipartita di qualcuno per avere un altro cliente, per gioirne o peggio trovare a tutti i costi il difetto nella perfezione altrui per mentire a se stessi e non essere capaci di affermare la propria inferiorità, sono argomenti da film di quarta lega. La vera bellezza, la bellezza morale e dei pensieri oltre che nelle intenzioni la si vede nel viso. Pensieri cattivi e volontà meschine saranno rispecchiate nella bruttezza dei lineamenti e nella sporcizia interiore. La bellezza morale, quella interiore, superiore a ogni abito firmato, più forte di ogni standard di eleganza, quella che rende un viso perfetto, puro come l’agata. L’amor proprio è sinonimo di vocazione alla tranquillità d’animo, alla mansuetudine, alla capacità di distaccare il proprio gioiello del Se dall’azione dei meschini che vorrebbero indurci  (si pensi alla nota azione del mobbing nei luoghi di lavoro. Azione mediante la quale le anime volgari inducono ad allontanare le persone sensibili e per bene, tramite pressioni psicologiche o strategie di esclusione mediante sovraccarichi di lavoro o esposizioni a situazioni che rendono il soggetto vulnerabile) ad azioni. Il saggio rispetta se stesso  a priori, prima di ogni interazione sociale e si ama come si ama il bocciolo di un fiore profumato. L’amore proprio fa parte del lessico che il pensatore istituisce come fondativo e rivoluzionario rispetto a quello consueto. Amor proprio, rispetto, persona, privatezza, sospensione del giudizio. I termini e le parole nuove per educare all’amore del prossimo. Perché amare è un atto di grande coraggio e maturità. Le varie azioni dei meschini e del branco mirano ad escludere le anime fragili ed indurle ad abbandonare le danze, ma questi esseri sono in realtà miserabili, perché sono parlati dalle pratiche sociali a cui aderiscono e che mai hanno messo in discussione. Sono loro quelli deprecabili. La persona è degna di rispetto a prescindere, come essere complesso e non alla stregua di un operaio sulla catena di montaggio. Queste logiche poi appaiono ancora più palesi negli ambienti familiari dove il lessico dell’uomo civile viene trasposto alle interazioni in micro; e anche qui in maniera grottesca si giudica in base alle categorie di cui sopra e si induce, si esclude, si nasconde, cosa è sbagliato. Nessuna traccia in queste persone di amore altrui o coscienza, nessun sentimento a priori di amore genitoriale che precede la classificazione sociale dell’individuo. E avviene lo stesso tra “amici”. La capacità analitica e potente del pensatore smembra in parti minute la morale borghese e porta a galla le sue debolezze. E’ tutto frutto di un’adesione a luoghi comuni indiscussi di menti poco adatte al ragionamento e alla contemplazione. Migranti o extracomunitari ( e si usa questo termine anche per gli stranieri appartenenti all’unione europea) trattati quasi come animali da soma, che dovrebbero meritare una vita civile e si arriva anche a permettere che i loro poveri mezzi di approdo vadano incontro al naufragio; ma sono persone, non cose. L’anima e i suoi pensamenti sono uguali per tutti: bianchi, neri, rossi, gialli. E’ proprio in quelli che si dicono essere scarti della società o nullità che si trovano le storie più interessanti, gli animi più dissonanti con l’armento, i problemi che le persone hanno dovuto affrontare per poi cadere in disgrazia e spesso non per causa loro. C’è anche il cuore che precede il denaro. L’azione dei meschini può essere una vittoria facile sulle anime sensibili ma si ricordino che ciò che oscuro agli uomini non lo è a Dio.

Giovanni Sacchitelli

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*
*