ti chiedo e non rispondi,
un palpito lento, flebile
dimmi, dimmi dove, cosa ti fa vibrare le pareti di azzurro carminio
mi volgi lo sguardo e comprendo
dove l’attenzione va, li c’è il cuore
ancora una volta mi dai il passo

scrivania, finestra, penne, taccuini, libri
(la stanza dedicata a Lei è un’altare dove bevo il sangue e mangio il corpo)

lo vedi che sai dove trovarmi
una coperta ricamata da inchiostro lavorato al chiaccherino
ti avvolgo
la parola come spilla sigilla
Beat dopo beat mi implodi in petto

Poesia di Stefania Zecca

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