Mi vedi? Cosa vedi?
Le città come svelamento perpetuo
…ciò che si sottrae ai miei occhi non è un qualcosa o un qualcuno di veduto, bensì proprio l’evento del divenire – visibile.
(da Fenomenologia dell’estraneo di Bernhard Waldenfels)
Archimake è un contenitore trasparente, uno spazio trasversale dove architettura, arte e design coesistono sinergicamente.
Per la sua vocazione ad essere punto di riferimento per le arti visive e performative (come sintesi perfetta del rapporto tra oggetto/soggetto/spazio).
Archimake intende inaugurare la programmazione 2021/2022 ospitando “Multiplicity” mostra fotografica di Alessandro Cirillo, fotografo indipendente, curata da Tita Tummillo, artista tra il teatro e la fotografia.
Le due figure integrano il rapporto tra architettura, fotografia e teatro, svelando di Archimake l’aspetto relativo all’ibridazione dei saperi e delle arti, uno spazio aperto alla città e dedicato al coinvolgimento di chi parla tempi e modi differenti ma che si riconosce in un lessico comune attraverso una percezione più emotiva.
Archimake infine, propone un modus vivendi che sconfina le esposizioni rivolte alla sola osservazione e privilegia una dimensione esperienziale e inclusiva di spazio e contenuti.
2 settembre
Vernissage ore 19.00-23.00
Aperitivo a cura di Frulez

e fino al 20 settembre 

dalle 19 alle 21

**Ingressi contigentati**
Per info:
eventi@archimake.it – 3495133505
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Alessandro Cirillo è un fotografo indipendente. La sua ricerca si muove sui temi delle mutazioni del territorio con riferimento alla gente che lo abita e sul concetto di identità e relazione. Collabora con agenzie, privati, enti pubblici.
Tiene regolarmente corsi di fotografia, workshop e masterclass in scuole pubbliche e private, in Italia e all’estero. Ha esposto nelle maggiori città italiane, tra cui Milano, Roma, Venezia, Genova, Bari, Lecce ed anche all’estero, in Svizzera, Francia e Russia e Germania.
Le sue fotografie fanno parte di prestigiose collezioni tra cui quelle della Fondazione Giacomo Costa di Genova e del Palazzo Vendemini (Savignano sul Rubicone) in Italia e quelle del Musée de l’Elysèe di Losanna in Svizzera e del Manege Central Exhibition Hall di San Pietroburgo in Russia.
Ha vinto nel 1999 il Portfolio in Piazza a Savignano sul Rubicone sotto la direzione di Mario Cresci e, nel 2013, il premio Confini per la fotografia contemporanea.
Il suo cortometraggio “Una storia di Piero” ha vinto nel 2016 il The Next Generation Film Festival di Triggiano (Ba) e nel 2017 il premio Miglior Opera Cinematografica al Festival Luccica di Bari. E’ presente come autore in diversi volumi tra cui “Territori del Cinema” di Gangemi ed.
Da qualche anno svolge l’attività di photo editor e book designer e ha al suo attivo numerose pubblicazioni.

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