In evidenza: Red haired girl, Karen Warfel

Un lessico è un modo proprio di qualcuno di esprimersi o di interpretare il modo circostante a parole sue con il suo peculiare occhio sul mondo, che è irripetibile e non può essere quello di un altro; il lessico di un’anima sensibile, come è chi possiede questo dono raro e preziosissimo, è il suo gancio con il mondo circostante, dentro di sé legge la realtà per il tramite delle sua lingua interiore, così tanto fraintesa dagli insensibili (o cattivi, e questo termine non va inteso come una definizione infantile per proteggersi dagli individui pericolosi, anzi le persone tossiche purtroppo esistono ancora e difendersi è possibile, fa bene sia al soma che allo spirito. Sono i negativi quelli che fanno di tutto per bloccare ogni nostro cambiamento, che non riconoscono i nostri successi, fanno di tutto per metterci il bastone tra le ruote e vanno allontanati seduta stante senza remore di sorta) che considerano spesso la sensibilità come un freno, un modo di ingolfare i processi (ad esempio in ambito lavorativo, dove chi è sensibile spesso ritiene  chi lo accusa, di porsi troppi scrupoli morali di non pensare abbastanza e agire a pensiero muto), perché chi è sensibile è empatico e l’empatia è un mettersi nei panni del prossimo soprattutto quando i tempi sono corti e il disagio psicologico di chi ci sta davanti è palese, voltarsi dall’altra parte è davvero difficile; come un bambino impara lentamente una lingua e poi la fa propria, così l’essere sensibile, dotato di un sistema nervoso acuto e più penetrante (sono gli H.S.P., gli high sensitive persons, quelli dotati di un apparato di interpretazione del mondo più acuto rispetto agli altri) un po’ alla volta crea il proprio sistema interno di significati e in base ad essi si esprime all’esterno, reagendo e interagendo con la realtà e gli interlocutori, spesso risultando timida e introversa. Essere degli H.S.P., così come vengono definiti dalla psicologia, non è una patologia, tantomeno un fattore disabilitante per la vita di tutti i giorni; è essere fatti in modo diverso dalla massa, significa essere creativi, intuitivi, empatici, naturalmente attirati dalla bellezza dell’arte e della natura, pensare molto e in maniera profonda. Non farsi trascinare dal pensiero di moda del periodo, essere decisi e assertivi. Essere in grado di godersi le bellezze della vita in maniera più intensa (soprattutto quando si sa che la gioia è fugace) rispetto all’umano comune, anche se a volte le emozioni sono troppo forti e si ha la sensazione di stare continuamente su un sali e scendi. Ciò porta chi è sensibile a chiudersi e a ricercare luoghi privati dove centrare se stesso e ritrovare la propria rima interiore. Il fatto di sentire in maniera più forte la realtà, di cogliere i nessi in maniera più profonda e significativa li rende estremamente vulnerabili alle critiche e basta una parola detta con un tono più cupo o negativo per indurli alle lacrime o a reagire in maniera sproporzionata, vedendo conflitti dove non ci sono. Le anime sensibili sono facili da ferire, con un granello piccolissimo di maleducazione o per mancanza di tatto. Scelgono spesso occupazioni che hanno un significato profondo e rifiutano ogni tipo di superficialità. Una cosa che mi preme tanto sottolineare è il rapporto tra sensibilità è “debolezza”. Gli H.S.P. non sono weak, la sensibilità non è una forma di debolezza, chi ha questa delicatissima qualità interiore (e che si riflette nelle fattezze esteriori, per questo ho scelto come foto in evidenza una donna dai capelli rossi ripresa dalla fotografa Karen Warfel. Le donne dai capelli rossi, già nella pittura ante litteram dei Preraffaeliti, sono simbolo di mistero, purezza, con il candore delicato della loro pelle che emana luce diafana unita al rosso della chioma. Le donne dai capelli rossi, tra l’altro sono mediamente più sensibili delle altre e ciò aumenta il loro fascino) semplicemente sente maggiormente dentro di sé le cose della vita e ciò porta maggiore struggimento interiore e sofferenza; ciò porta a un freno nell’azione, un pensare maggiormente, che è sinonimo di intelligenza a dispetto delle anime volgari, vuote e insensibili. Essere sensibili significa cercare significati filosofici nell’azione, vuol dire cercare sempre l’astratto sopra la contingenza di ciò che accade ogni giorno. Da qui il loro interesse per l’arte, la musica, la letteratura, la poesia. Gli H.S.P. sono naturalmente spirituali e dotati di una ricchissima vita interiore. Visti dall’esterno paiono strani e spesso chi non è sulla stessa linea d’onda si chiede “ma a cosa starà pensando così assorto?”. Sono educate, delicate e rispettose, la loro purezza le rende come degli angeli eterei e leggeri nel mondo rude, materialista. Fanno piccoli passi per raggiungere però mete più alte, dalle quali guardare fieri il resto dei loro simili, che dopo averli derisi adesso li vede intimoriti.

Giovanni Sacchitelli

 

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