Chi lo dice che smarrirsi è una cattiva notizia?
Quel piacevole disorientamento adrenalinico, cercare e inventare la soluzione per tornare a casa, inventarsi pure una casa diversa, o capire che casa non è affatto il luogo al quale si desidera tornare.
Siamo esseri che aspettano? Cosa?
L’attesa molte volte è una trappola vestita elegante. Caricare gli altri di attese nei loro confronti, ed esempio, attendere senza agire, fraintendere silenzi, ecco uno dei belletti che la trappola indossa. Come riuscire a intuire questi meccanismi? Scrivendone!
Provando a smarrirsi con la cautela che offre la narrativa, per poi trovare il coraggio di provarci nella vita vera.
Parleremo di personaggi che aspettano, e ci riferiremo alle grandi attese delle grandi storie.
Quali conversazioni possono accadere mentre si attende di pagare al supermercato? E mentre si attende qualcuno che non arriva? E se non arrivasse mai?
Quale altro strambo personaggio attende allo sportello del bancomat insieme a noi?
E in sala d’attesa? Del dottore, del dentista, dell’urologo? E nell’attesa soffice in teatro prima di uno spettacolo? O in quella hippie prima di un concerto?
Scoprire cosa è successo a questi nostri protagonisti inventati potrebbe essere la chiave per capire qualcosa di nuovo di noi.
Le attese sono necessarie, bloccanti, inevitabili, sono punti di vista. E noi le renderemo creative.
Lo smarrimento è utile, poetico, avventuroso, ed è anch’esso un punto di vista. Creativo.
Vento d’estate (mannaggia lo scirocco)
Io vado al mare, voi che fate (io scrivo)
Non mi aspettate
Forse mi perdo (sicuro!)
Perdersi insieme alla vostra Magistra forse è la cosa più figa che vi poteva capitare! Affidatevi ai suoi esercizi, e stupirete voi stessi!
Il genio di Max Gazzè ci ispira il titolo per questo corso, e il suo testo finisce nel modo vivace che ci piace tanto:
mi sono perso.
E questo è il nostro inizio!
Voi che fate? Sei lezioni in un gruppo chiuso, una settimana per consegnare l’esercizio, il costo democratico come una serata in pizzeria, lettori già a portata d’inchiostro, una Magistra che conduce il viaggio e noi, le nostre penne, i nostri vissuti, le nostre ispirazioni.
Come funziona:
Una classe virtuale dentro un social (possibile? Possibile vivace, però!) in cui potrete essere già letti, incoraggiati, avvolti da gentili osservazioni e condotti a uno sguardo più consapevole sul vostro talento.
Il corso si svolge in un gruppo chiuso di Facebook, nel quale sarà pubblicata una lezione ogni giovedì sera, dopodiché avrete una settimana di tempo per scrivere il vostro breve esercizio, rientrando rigorosamente in 1500 caratteri spazi inclusi.
Potrete leggere e commentare gli scritti altrui, frequentando il non giudizio e la gentilezza, ed essi vi faranno da specchio in una crescita dal respiro collettivo, curioso, simpatico e vivace!
Costo: 45 euro
Iniziamo giovedì 22 luglio.
Che aspetti? Unisciti a noi in questo gruppo per partecipare: https://www.facebook.com/groups/2181270142016178

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