Joseph Banks è un pallido impiegato in un’azienda che produce protesi chirurgiche; quando si reca a lavoro indossa un completo grigio e un soprabito poco più scuro, che conferiscono alla sua figura un aspetto contenuto ma al contempo triste e anonimo. Va a lavoro guadagnando l’entrata dello stabilimento insieme a molti altri suoi simili, altrettanto grigi nell’aspetto, indifferenti ad ogni moto di umanità verso il prossimo. Joseph è nato sfortunato, lo si capisce dal fatto che affonda regolarmente la scarpa (tra l’altro con la suola scollata, decadente come tutto il suo aspetto complessivo) in una pozza d’acqua stagnante. Il luogo di “lavoro” è un posto squallido, con delle luci a neon dannose per gli occhi e con dei colleghi di lavoro quasi del tutto alienati; il datore di lavoro è un uomo indecifrabile, a metà tra la degenerazione dei suoi dipendenti e la vena autoritaria che caratterizza il ruolo che ricopre. Quest ultimo riprende spesso Joseph per la sua scarsa efficienza lavorativa (Joseph è un archivista di cataloghi di protesi chirurgiche, ha un settore dell’azienda tutto suo, dove dovrebbe portare avanti i suoi impegni) e gli domanda il perché del suo continuo malessere, soprattutto il fatto che Joe va spesso dai medici, con i quali ha speso tutti i suoi risparmi. Joe è il protagonista di un film tutto d’un fiato, agile e in pieno stile anni ottanta (anche se esce nel 1990, l’accesso agli anni novanta che risente ancora dell’influsso del decennio precedente) che vede un Tom Hanks nel pieno delle sue facoltà di uomo di spettacolo, come tutti i suoi grandi successi del decennio d’oro della sua carriera. Joe contro il Vulcano (Joe versus the Volcano), per la regia di John Patrick Shanley è una sorpresa sia per gli occhi (per la magistrale fotografia e per gli effetti speciali, che ne fanno un film anche per ragazzi) che per la mente, non per l’altro per il fatto che iniziando il film ci si aspetta un non-sense senza ne capo ne coda, per poi immergersi in un mondo nuovo dove domina l’amore e la rinascita, oltre al pieno allineamento con se stessi. Di rinascita appunto tratta questo film, ma in maniera sui generis, sfruttando la vena comica di Tom Hanks e la sua versatilità per i ruoli strambi e incomprensibili. Joe dunque è tristemente impegnato in questa azienda che produce protesi chirurgiche e non sembra affatto contento di condividere gli spazi con gli alienati dei suoi colleghi, in un posto decisamente malsano e senza speranza (lo si capisce anche dal fatto che a detta di Joe “ciò che ho fatto in quattro anni poteva essere fatto tranquillamente in soli sei mesi”). Prima di entrare in quel losco posto tuttavia, svolgeva una professione più entusiasmante e degna di essere condotta: era un pompiere ed gli era riconosciuto il suo coraggio. Poi approda in quel maledetto posto ed inizia ad accusare un male di vivere inspiegabile (accusa un senso di soffocamento cronico) che lo porta a frequentare diversi medici tra questi il dott. Ellison che sotto lauto compenso si limita a comunicargli che “ha un ombra nel cervello”, una malattia rara che lo porterà a morte sicura nel giro di sei mesi. Dopo aver appreso la nera notizia, qualche giorno dopo a casa sua si presenta un altro strano personaggio: il signor Graynamore, che gli consiglia di passare a miglior vita in un modo eroico (come il suo passato da pompiere) buttandosi in un Vulcano per placare le ire che investono il dio che lo abita, di modo che lui possa avere in cambio il prezioso minerale che contiene l’isola. Si tratta di una credenza di una popolazione indigena di un’isola sperduta nel pacifico (Waponi Woo), la quale ogni cento giorni sacrifica un uomo al Dio che abita il Vulcano in cambio di un’eruzione scampata. Joe accetta e dotato di tutte le carte di credito possibili per godersi a pieno i suoi ultimi giorni (si taglia i capelli e indossa Giorgio Armani, tutto a spese di Graynamore) si avvia verso lo yacht che lo porterà all’isola. Su questo yacht c’è la figlia del signor Graynamore quello che lo ha ingaggiato per il losco affare di fine-vita, è carina ed è Meg Ryan. I due passano del tempo insieme a bordo della barca e si raccontano a vicenda, finiscono per innamorarsi accompagnati dal rollio della barca nell’oceano. Un tifone porta la barchetta al collasso e i due si salvano per caso stando a galla su delle enormi valigie che Joe ha comprato a posta per il viaggio. Dopo giorni passati alla deriva con le visioni di Joe dovute alla mancanza di cibo, che sfociano nel delirio allucinatorio, vengono avvistati dal capo tribù dell’isola di Waponi. Una volta giunti sull’isola è tutto pronto per il sacrificio ma quando stanno per buttarsi a capofitto nella lava ardente ecco che vengono respinti e gettati al largo. Intanto si scopre che il padre della ragazza, ha corrotto il dott Ellison per far credere a Joe di avere male incurabile, quindi non ha assolutamente nulla e sta benissimo, perché è finalmente se stesso.

Giovanni Sacchitelli.

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