Interwiew with the vampire: the Vampire Chronicles (1994, regia di Neil Jordan), autentico diadema nella storia del cinema, impossibile non apprezzarlo come miglior film sul vampirismo dopo Dracula (1992) di Francis Ford Coppola. Ambientato come un’intervista negli anni novanta a San Francisco (1993), con Christian Slater nei panni del giornalista, questo film è una delle massime espressioni del genere, per gli intenditori rappresenta l’acme di rappresentazione del tema vampiri; la vicenda inizia con una narrazione a voce del vampiro Louis (interpretato da Brad Pitt) che inizia a raccontare la sua vita, da uomo fino a non-uomo (o non-morto citando il Dracula di quel “pazzo irlandese” chiamato Bram Stoker). L’intervista si svolge in un palazzo di una città moderna, e il vampiro Louis, è ultracentenario, ha infatti duecento anni,  la vicenda della sua vita si svolge infatti sul Mississipi nel 1791. E’ davvero curioso vedere come un uomo di duecento anni abbia l’aspetto di un ventiquattrenne, il segreto dell’elisir di lunga vita è dato infatti dalla sua condizione stessa di vampiro: una volta iniziato alla vita vampiresca colui che ne è affetto mantiene perennemente l’aspetto di quando ha ricevuto il battesimo alla nuova esistenza (a mutare è il colore della sua pelle che diventa pallida e gli occhi con delle venature rosse nella cornea); per questo motivo Louis è sempre un bellissimo giovane dalla pelle di seta, che non risente dei segni del tempo e conserva la sua delicata freschezza. Il giornalista  Daniel Malloy (Christian Slater) si mostra sin da subito scettico sulla veridicità di quanto sta ascoltando, tuttavia non è restio a conoscere tutto su Louis e la sua non-esistenza vampiresca. Il vampiro inizia narrando la sua vita a New Orleans nei pressi del Mississipi, era un giovanissimo (ventiquattro anni) padrone terriero e aveva molti lavoratori alla sua mercé; un evento infausto (la morte della moglie e del figlioletto, durante la nascita) lo getta in una tetra disperazione, si dà ad eccessi alcolici, frequentando luoghi non proprio raccomandabili. A sei mesi dall’evento la sua vita sembra non avere significato, desidera soltanto porre fine ai suoi giorni. Nei pressi del cimitero della città (siamo nel 1791) uno strano essere lo invita a riflettere sulla sua situazione, sui suoi desideri; è il vampiro Lestat (Tom Cruise), vuole dargli la possibilità di scegliere, se continuare quella vita insensata oppure dargli la vita eterna di vampiro, la qual cosa potrebbe risollevarlo dal suo torpore esistenziale.  Louis accetta (e quella scelta gli costerà caro più avanti), e una nuova vita lo attende: prendere dagli individui ciò che a lui è vitale, il sangue. I vampiri non si nutrono che di quello, non mangiano, non bevono, soltanto bere il sangue di individui vivi, bere il sangue di quelli morti sarebbe fatale. La nuova esistenza tuttavia non sembra essere congeniale al novello vampiro, che fa fatica ad avvicinarsi al collo dei malcapitati per bere il fluido vitale; lo prende da polli e topi. I suoi schiavi presto si accorgono della sua metamorfosi e vorrebbero eliminarlo, facendo anche dei riti scaccia demoni. Louis scappa con Lestat alla ricerca di un nuovo posto in cui nascondersi. Lestat è il suo fido amico nelle scorribande notturne (come tutti sanno i vampiri perdono il loro potere di giorno), ma non ha le qualità per essere un vero maestro. Soprattutto quando trasforma in vampiro un innocente bambina (Claudia), condannata per sempre a restare in quella condizione. I due nuovi amici, Louis e  Claudia (la bambina, interpretata da Kirsten Dunst) cercano di eliminare Lestat facendogli bere del sangue di morto, poi lo gettano nel Mississipi. Dopo anni passati in serenità, ecco di nuovo apparire Lestat che è riuscito a sopravvivere nonostante l’attacco dell’alligatore del fiume (Lestat sostiene di essere riuscito a sopravvivere bevendo il sangue dell’alligatore, di rane e di altri esseri viventi che abitano il fiume). Ancora una volta cercano di “uccidere” Lestat dandogli fuoco e poi fuggono. Fuggono in Europa alla ricerca di esemplari simili a loro, non li trovano fino a che scoprono una comunità di decadenti vampiri a Parigi che organizzano spettacoli riprovevoli. Questi fanno sparire la piccola Claudia, esponendola alla luce del sole e vorrebbero murare vivo Louis. L’affascinante e coraggioso vampiro riesce a distruggere la residenza della comunità, dandole fuoco, anche ai suoi adepti. Louis non è affatto fiero della sua condizione vampiresca e vorrebbe fare in modo che il racconto donato al reporter sia un monito per tutti coloro che sanno poco o nulla dei vampiri (sostiene che  le storie sui vampiri e i metodi per eliminarli siano pure leggende popolari), in modo da estirpare in loro ogni desiderio di divenire tali. Ma il reporter vorrebbe diventarlo e viene accontentato da Lestat (ancora vivo) che diviene il suo nuovo compagno nel regno oscuro dei non-morti.

Giovanni Sacchitelli

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