Quando ero un bambino adoravo topolino, divoravo ogni uscita e aspettavo il mercoledì entrante per leggerne ancora un po’, di paperi e topolini. Per anni poi, con la sopraggiunta adolescenza e poi la maturità, non li ho più letti, forse perché quelle atmosfere erano troppo colorate per soddisfare la geometria e l’utilitarismo del senso di realtà che proprio in quegli anni inizia ad imporsi. Era molto filosofico astrarsi completamente dalla realtà per seguire le vicende piane, educate e virtuose dei personaggi inventati da Walt Disney (che vediamo nell’immagine di copertina insieme a suoi figlio); mi perdevo di buon grado nel susseguirsi dei disegni e delle vignette che rappresentavano gli eventi della vita con morbidezza e delicatezza, provando a rendere accettabili qualità non proprio da celebrarsi come l’avarizia (come quella di Zio Paperone che è fermamente convinto che il denaro sia la soluzione a tutto) o i furti della banda bassotti. Per questo penso che Topolino (arrivato al numero 3358) sia ancora uno dei migliori fumetti per educare, anche per la bontà che caratterizza ogni suo personaggio, e per la totale mancanza di elementi oscuri o comunque poco adatti ad introdurre un bambino al mondo. Ho ripreso questa lettura, per un bisogno innato di serenità che mi appartiene, qualche giorno fa approfittando delle storie scaricabili direttamente dal sito di topolino (extra rispetto al numero in edicola) che sono state pensate a posta come modo per affrontare le nostre giornate di quarantena. Ci sono quattro storie, ognuna delle quali mi ha un po’ riportato alle letture dei tempi andati, e mi sono accorto che in fondo la tipicità disney non è granché cambiata (almeno nei fumetti), soltanto ci sono alcuni elementi di modernità come gli smartphone o il riferimento ai social come paperbook o faceduck (che dovrebbero essere instagram e facebook), ci sono inoltre riferimenti alle nuove tecnologie come la realtà aumentata, gli ologrammi. Ad esempio nella storia Paperinik e il segreto dell’identità segreta  Zio Paperone fa menzione del “suo account” rivolgendosi a Rockerduck, o ancora, sempre nello stesso luogo, Paperino pubblica sul suo profilo social (che dovrebbe essere qualcosa di simile a instagram, dato che compaiono i famigerati hashtags) la notizia, poi rivelatasi un fake, che Gastone è paperinik. Topolino (come si evince dalle storie: Topolino e la navigazione istruttiva  e Topolino e il  condominio di  fantasmi ) è sempre molto intelligente, ha un animo indagatore (come quello dei nipoti di Paperino che sono ancora degli ottimi Holmes, come egli stesso dice), ed è colui che più di tutti elargisce precetti pedagogici soprattutto quelli riguardo alla cultura e al sapere, ad esempio nella storia Viaggio istruttivo. è un giornalista fotoreporter che guarda ammirato la natura del rio delle Amazzoni ed ha il compito di convincere allo studio il piccolo Feliz che è un bambino selvaggio abitante di Pacayasamiria; topolino è coraggioso e audace (e si conferma tale anche nell’accettare di visitare un condominio popolato da fantasmi, situazione nella quale invece Paperino si mostra timorosissimo, come si legge nella storia sui fantasmi, anche quando si tratta di affrontare dei prepotenti approfittatori che vogliono rubare del carburante al battello (cfr. Topolino e la navigazione istruttiva p. 30-33). Quel che rende i fumetti di topolino irripetibili è la gaiezza dei disegni, la combinazione felice dei colori (rosso, verde, giallo), la riproduzione in maniera delicata dei vari caratteri che compongono la nostra società, siano essi buoni o cattivi. E’ curioso vedere come l’espressività umana viene poi trasportata sul becco di paperi o sul volto di cani, come il più piccolo dettaglio venga reso in un’atmosfera giocosa e serena. Finanche i problemi economici di Paperino (e i suoi numerosi debiti) diventano qualcosa su cui Zio Paperone può passarci su. E’ un ottima occasione per tornare a leggerlo.

 

Giovanni Sacchitelli

 

 

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