Ambientato in un fine medioevo (1503) che lascia intravedere spiragli e aperture verso l’età moderna si svolge questo comico adattamento della vicenda storica della disfida di Barletta, con protagonista Ettore Fieramosca e altri dodici soldati di ventura (mercenari che combattono al soldo del migliore offerente). Un film del 1976, per la regia di Pasquale Festa Campanile, con protagonista il forzuto Ettore (interpretato da Bud Spencer), con Enzo Cannavale (nel ruolo dello storico). Divertente azione di trasporto su mezzo cinematografico di una storia realmente accaduta ma condita da i canoni tipici della commedia all’italiana, anche con una certa aderenza ai fatti storici e alle ambientazioni socio-culturali. Un film quindi che fa ridere ma non tradisce le sue reali radici nella storia. E’ il Bud Spencer dei tempi d’oro a ricoprire il ruolo del condottiero che decide per la fame che divora lui e i suoi compagni di allearsi a fianco dei francesi che in quel momento storico cercano di assediare la città di Barletta. Perduti nel regno di Napoli tra le campagne dorate della puglia a ridosso della terra di Bari, vedono in lontananza dei soldati che cercano di risalire le mura di una città; la città è Barletta ed è tenuta dagli spagnoli che a stento resistono agli assalti del nemico, attendendo l’arrivo dei rinforzi. Il manipolo di mercenari decide dunque di schierarsi dalla fazione dei francesi, venendo anche pagati in anticipo. Tuttavia un atto di superbia di uno dei Galli fa arrabbiare il forte Ettore che cambia idea, rifiutando il soldo pagato in anticipo. Vuole schierarsi dalla parte degli spagnoli e protetto dagli scudi che porta con sé si arrischia a risalire le mura di cinta. Qui i francesi fanno assedio riversandosi sulle scale che appoggiano a ridosso delle mura e con gli arieti provano a sfondare le spesse mura della città; non sembra facile appropinquarsi all’interno della città. Riescono a raggiungere il bordo delle mura di cinta salendo su una torre di assedio e qui contribuiscono con l’aiuto degli spagnoli a far scappare i francesi, deridendoli. Tutti restano stupefatti dall’abilità del grande Ettore Fieramosca, ed il capitano spagnolo si complimenta con lui e la sua brigata, paga loro il soldo ma li avvisa che in città non c’è rimasto molto cibo. La truppa vaga in una Barletta notturna e allo stato di villaggio medievale alla ricerca di cibo, risolveranno il problema bevendo un brodo di lumache. I francesi intanto ai piedi delle mura si fanno beffa dei cittadini esponendo le loro mercanzie e la loro abbondanza di cibo. Non riusciranno ad intimorire il buon Ettore che uscendo fuori dalle mura farà loro un affronto buttando sul tavolo un maialino arrostito, in segno di sfida. I francesi reagiscono male, iniziano a prendere a cannonate la città. Il cannone è difeso da un gruppo di ventisei soldati francesi, che vengono abilmente distratti da Fieramosca e da dei teatranti di passaggio. I francesi si accorgono della beffa e rapiscono le attrici donne, impiccando anche un amico del Fieramosca. Ettore riesce a catturare i tre signori Francesi autori del gesto miserabile, ma questi non possono essere giustiziati in quanto cavalieri, allora si pensa di riparare il torto subito organizzando un torneo, la disfida di Barletta. Tredici esperti e astuti cavalieri francesi contro tredici mercenari italiani. Sorge un problema. Il gruppo di Fieramosca è composto da soltanto sei persone, mancano le altre se si vuole partecipare regolarmente alla sfida. Tra vecchie conoscenze ritrovate per caso e nuove leve che spontaneamente si offrono al condottiero, si raggiunge il numero previsto per la battaglia. Questa si svolge regolarmente ed è un trionfo per i cavalieri di Fieramosca che si aggiudicano la vittoria e ci regalano anche un bel sorriso.

Giovanni Sacchitelli

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