Corto animato disney del 1949, tratto dal racconto omonimo di Washington Irving (The legend of sleepy hollow, 1820) narra le gesta pavide di un modesto e strampalato pedagogo  di provincia. Irving ambienta la sua storia in un villaggio (Tarrytown, nel 1787),  all’interno di un valle definita addormentata per via del carattere intellettualmente pigro dei suoi abitanti inclini a credere a storie di fantasmi e spiriti. Il protagonista, Ichabod Crane approda in questo villaggio con l’intento di esprimere le sue doti di insegnamento, se non fosse che è leggermente ozioso e amante della buona tavola. L’autore (e la rispettiva voce narrante nel corto disney, che ci fa rivivere a pieno quelle atmosfere dei buoni cartoni animati di una volta) procede nella descrizione delle fattezze fisiche del protagonista: alto, corpo magro, gambe sottili, naso prorompente, e un insieme complessivo del suo aspetto decisamente disarmonico e mal fatto. Ichabod giunge al villaggio con un libro in mano, poco attento a dove mette i piedi, attirato dalle sue letture edificanti. E’ l’immagine classica dell’intellettuale con la testa tra le nuvole, e i disegnatori riescono bene nella rappresentazione, così come nella realizzazione del suo codino da intellettuale illuminato settecentesco. Le modeste entrate di maestro di campagna lo spingono a dedicarsi ad attività laterali come quella di insegnare canto alle dame del villaggio, che sospirano davanti alla virtuosità delle sue doti canore. Accompagna le allieve al pianoforte, ma proprio lì fuori, nel mentre sta suonando, il suo rivale lo mette in ridicolo facendo ululare un cane; è Brom Bones, mascolino e muscolare prepotente del villaggio. E’ lo stereotipo del maschio forte e animoso, pronto a sottomettere i più deboli con le sue braccia forti ed il suo aspetto minaccioso. Ma in fondo anche lui ha un cuore buono, per questo aspira alla mano di Katrina. La donna del desiderio, dolce, delicata e soprattutto ricca. Figlia di un ricco possidente terriero, attira l’attenzione di Ichabod, che si dà per vinto davanti alla sua bellezza (oltre che al fatto che sposandola potrà in futuro condividerne il patrimonio). Fino a quel momento lo strampalato maestro del villaggio era rimasto impassibile davanti alla bellezza dell’altro sesso, ma adesso decide di cedere e di tentare la conquista.  Nell’avvicinarsi a Katrina e nel corteggiarla avrà l’opposizione nerboruta di Brom Bones che dopo un comico scontro con Ichabod riuscirà a portarla via a cavallo. Ichabod otterrà dallo scontro il lontano saluto di lei e il suo profumato fazzoletto. Ma il momento propizio per l’innamorato in camicia è giunto; Katrina invita Ichabod a casa sua per una festa con un concitato invito scritto pregandolo di venire. Ichabod è al settimo cielo e accetta di andarci. Qui troverà, forse inaspettatamente pensando che l’invito di Katrina fosse esclusivo, il grossolano Brom Bones. Durante la festa Ichabod dà saggio delle sue spiccate e indiscutibili doti di ballerino, attirando l’invidia del rivale. Quest ultimo sapendo della sensibilità di Ichabod alle storie di fantasmi, racconta quella celebre del Cavaliere senza testa, che fu un soldato che durante una battaglia (una imprecisata guerra di indipendenza) perse la testa per un colpo di cannone, fu sepolto nel cimitero vicino la chiesa e da allora corre come il vento tutte le notti alla ricerca della sua testa. La storia inquieta fortemente Ichabod che finge incredulità e ostenta il sorriso. Finita la festa, Ichabod, per tornare a casa, deve attraversare il bosco e proprio qui a cavallo del suo altrettanto magro destriero fa conoscenza del terribile cavaliere senza testa. Qui il maestro del villaggio si dimostra in tutto il suo terrore per gli spettri. La corsa a cavallo tra i due sembra debba sempre finire con una testa mozzata, ma Ichabod riesce ad attraversare il ponte, al di là del quale il potere del cavaliere senza testa termina. Il corto termina enigmaticamente con Ichabod scomparso ed una zucca in frantumi. Alcuni lo pensano sposato (ed i disegnatori ci mostrano il maestro goloso davanti alle pietanze della moglie) altri scomparso, il finale è un punto interrogativo, ma estremamente giocoso e colorato, come tutto il film.

Giovanni Sacchitelli

 

 

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