Dopo i successi del più visto Sanremo a partire dal 1999 con picchi di share del 70 % (del resto il primato non poteva che essere detenuto da Pippo Baudo) l’italia scivola nel contagio da Coronavirus: città blindate, distanze di sicurezza anche tra amici, mascherine a ruba, confezione di amuchina online a 800 euro. Sembra quasi che l’attenzione sia stata spostata progressivamente dal festival della canzone italiana (passando per Bugo e Morgan) fino al mega contagio. Gli untori ovviamente sono sempre gli stranieri, i cinesi. Prima che il contagio arrivasse sfortunatamente anche in Italia, l’accento era posto sul ruolo negativo dello straniero, che è sempre estraneo; cinesi insultati in strada, cinesi aggrediti, cinesi di qua e cinesi di là. Si da colpa alle loro abitudini alimentari (quando in realtà il virus si trasmette per via aerea), dicendo che i cinesi sono dei “maiali” che mangiano ratti, insetti e serpenti. Tutto questo quando all’inizio dell’epidemia in Cina, la scienza disse che la probabile origine del virus fosse un serpente che aveva contratto il virus dai pipistrelli. L’italiano medio xenofobo e pregiudizioso (soprattutto in materia alimentare) fa risalire la causa del virus alle abitudini alimentari orientali: mangiare pipistrelli. L’origine del virus, tra l’altro, non è ancora stata ben identificata e allo stato attuale poco conta, dato che il virus ha raggiunto il picco ed ora è in discesa. Attoniti a guardare la più vista edizione di Sanremo, anche quella più social e aperta ai nuovi generi (ad esempio il trap), gli italiani si sono scordati apparentemente del mega contagio in Cina, e alle reti principali era tutto un Sanremo: prefestival, festival e dopo festival. Il festival dell’amicizia tra Amadeus e Fiorello. Non succedeva da anni così tanti ascolti. In seguito alla celebrazione degli ideali nazionalpopolari della città dei fiori, l’attenzione è stata catalizzata da un fenomeno strano per lo spettatore di Sanremo. Un cantante lascia il palco perché tradito dal migliore amico. Parlo di Bugo e Morgan. Da premettere che Sincero è forse l’unica canzone orecchiabile di Sanremo, non mancano ritmi ballabili o comunque lontanamente impegnati, ma personalmente è l’unica che apprezzo. Sia per ciò che dice sia per ciò che rappresenta. Azzarderei a dire che è l’unico testo che fa realmente ragionare di tutto il festival. Porta buon gusto all’interno di una grandissima cerimonia religiosa (così ha detto un noto filosofo) degli ideali pop italiani contemporanei. Definirei entrambi, Bugo e Morgan, come indie, creatori di un genere che affonda le radici dal passato synth anni ottanta ma che è stupendamente contemporaneo. Per me la musica attuale dovrebbe essere così. Prendere il bello del passato, portarlo nel presente e iscriverci sopra dei testi riflessivi e significativi. Il look glam poi fa da cornice. Bugo è inanzitutto una bravissima persona, ha reagito con pacatezza e maturità al comportamento di Morgan, è poco conosciuto ma è interprete di una certa generazione che alla soglia dei 46 anni ripensa al passato e a ciò che avrebbe voluto diventare:

Volevo fare il cantante
Delle canzoni inglesi
Così nessuno capiva che dicevo.

Essere alcolizzato
Spaccare i camerini
E invece batto il cinque come uno scemo

 Racconta di una generazione che imitava i modelli inglesi sia nel vestiario che nei comportamenti al fine, forse, di fuggire dal proprio provincialismo e da se stessi:

 Ma sono solo io
Non so chi mi credevo

Un testo riflessivo che non celebra in maniera incondizionata l’ottimismo del pop tipico sanremese, ad esempio il testo dei Pinguini tattici nucleari (Ringo Starr) è si un ritorno a se stessi, ma superficiale e non ragionato. Dopo il post sanremo incentrato più sulla lite  tra Morgan e Bugo che sul contenuto della loro canzone (con un videoclip notevole), nel quale l’italiano medio ha dato spago al suo bisogno di conflitto, l’attenzione ecco catalizzata dall’arrivo del virus cinese in Italia. Cronaca in diretta 24 ore su 24 su l’aumento dei contagi (nell’ordine delle centinaia rispetto agli 80000 cinesi!), psicosi social dilagante, allarmismi esagerati ed inutili per un virus poco più forte di una normale influenza stagionale. Gli untori adesso non sono più i cinesi, sono quelli delle zone focolaio. Le mascherine che vanno così a ruba vanno soltanto utilizzate per proteggere chi già ha un problema respiratorio da chi non lo ha; invece in Italia la indossano tutti o quasi. Il corona virus ha un tasso di mortalità bassissimo e le vittime erano anziane con un quadro clinico già di per sé complicato. Lasciatemi twittare sono un italiano vero, avrebbe detto Cotugno.

Giovanni Sacchitelli.

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