L’Associazione Culturale ARTIEMIELE
propone il 26 novembre nell’ex Palazzo delle Poste a Bari
il vernissage della mostra fotografica “PERSIA”
di Ettore Antoncecchi e Mirka Ariano.
Ore 18:30 – Aula Leogrande – Piazza Cesare Battisti.
Ingresso Libero.

Suggestioni letterarie e visive a cura
della scrittrice Francesca Palumbo.
Recitazione degli attori Francesca Balducci e Rino Di Bartolo.
A cura di Pio Meledandri –

Interverranno:
Stefano Bronzini – Rettore dell’Università di Bari
Ines Pierucci – Assessora alla Cultura e al Turismo del Comune di Bari
Pio Meledandri – Presidente Associazione Culturale Artiemiele

“L’Iran è uno dei paesi che ha fatto la storia del mondo antico.
Una civiltà che ha mediato le culture orientali con quelle occidentali ed ha così permesso lo sviluppo del pensiero filosofico, scientifico e artistico dell’umanità e della nostra Europa.
Nonostante questo, il suo popolo è un popolo che ha sofferto dominazioni straniere lunghe e soffocanti, spietati regimi, sfruttamento economico e politico da parte dei paesi cosiddetti evoluti. Come sempre al di là delle idee politiche è il popolo a soffrire la fame, le guerre e la restrizione della libertà.
Quando nel 2013 abbiamo scelto di affrontare un viaggio in questa terra, la cultura dominante in occidente lo descriveva come paese pericoloso, di regime, nemico dell’Occidente e del Cristianesimo. Molti ci hanno sconsigliato, avvertito e messo in guardia. L’esperienza è stata entusiasmante.
Il contatto con la gente del luogo felice e stimolante.
Ancora una volta una lezione di vita e un avvertimento a come utilizzare l’informazione.
L’Iran non è una meta turistica comune, ancor meno lo era sei anni fa. L’idea di rendere pubbliche le nostre sensazioni condividendo le fotografie unico documento della nostra esperienza, è nata subito, ma via via rimandata. Al rientro dal viaggio, con la presidenza di Rohani e di Obama e il patto sul nucleare, si era aperta una nuova stagione e sembrava che i rapporti tra questo paese e l’occidente fossero destinati a rifiorire. La nostra visita aveva portato fortuna! Purtroppo, gli sviluppi recenti della politica internazionale ci hanno riportato nelle tenebre.
Anche per questo motivo sentiamo ancora più forte la necessità
di far sentire più vicino un popolo, demonizzato nella concezione corrente dei media, ma sostanzialmente aperto e amico nelle persone comuni, un popolo che fa parte della nostra storia.
Un motivo ancora più comune e sicuramente condiviso da tanti è quello di proporre il ‘viaggio’ come mezzo di conoscenza, di scambio, di avvicinamento tra persone diverse.
Un momento di abbattimento delle diffidenze,
delle barriere che ti consente all’occorrenza di accogliere
chi ti ha accolto. Non è necessario a nostro avviso essere fotoreporter da world press per sensibilizzare la gente.
Può servire anche fare i turisti non troppo per caso.”

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