Il respiro è un compagno del nostro corpo sempre presente. Accompagna ogni tipo di emozione ossigenando il sangue, ci fa sobbalzare, singhiozzare, a volte ci manca, a volte ci solleva. Se non è libero a causa di un raffreddore o dell’asma o di un’angoscia ce ne accorgiamo immediatamente.
La cadenza del nostro respiro è come un pulsante sempre pronto per metterci in connessione con noi stessi, con ciò che proviamo, con chi desideriamo essere, con quello che il nostro stesso corpo vuole portare alla nostra attenzione.

Essere consapevoli del nostro respiro è essere consapevoli di noi stessi.
La disciplina dello yoga ci insegna il dialogo con il nostro respiro. Come se ogni respiro possedesse la frase giusta per noi, il messaggio carico di senso che attendevamo. Ognuno di questi freschi flussi di aria è volto alla più profonda conoscenza di noi stessi.

Nei giorni dello Yoga Fest tutti questi stimoli hanno la possibilità di essere approfonditi con trentasette maestri provenienti dall’Italia e dall’estero.
Nella pacifica struttura de Le Monacelle a Matera, inserita tra le proposte culturali di Matera 2019, una tre giorni di meditazione, pratica, condivisione e scoperta di se stessi e del mondo yoga. Quest’anno la manifestazione giunge alla sua sesta edizione, organizzata dal team di Yoga Matha, riunisce grandi maestri e offre la possibilità di seguire lezioni gratuite oppure più specifiche masterclass a cui occorre prenotarsi. Offre conferenze e trattamenti individuali, e svariate occasioni sia di pratica che di studio. Il programma completo è ricco di più di settanta eventi di offerta formativa, da scegliere a seconda del proprio percorso di scoperta e seguendo le inclinazioni della propria curiosità.

Il tema di quest’anno è SENTIRSI: NOI, GLI ALTRI, IL SE’. Sentire la prossimità con se stessi attraverso il respiro e la pratica, sentire la prossimtà con il fratello attraverso l’incontro non giudicante. Quando ci sentiamo ci espandiamo, e questo crea un impatto dolce e trasformante con tutte le realtà intorno a noi.

Cinque buone ragioni per partecipare allo yoga fest 2019:

Nessuno ti può giudicare:
Tutti si accostano alla profonda conciliante scoperta di se stessi e anche dei propri limiti. Questo è possibile solo grazie a una atmosfera accogliente e non giudicante. Chi fa yoga davvero, lo sa.
Il rifugio:
La struttura è veramente un’oasi di pace. Qualsiasi cosa andiamo vivendo possiamo scegliere i tempi larghi della riflessione in una struttura lontana dal caos e immersa nell’antichità da vicino e nella natura in lontananza, prossima allo sguardo e presente da ogni finestra e da ogni terrazzo.
Il corpo che dice grazie:
Il nostro contenitore biologico, che impareremo ad amare e rispettare sempre più, può ringraziarci per questa scoperta in molti modi. Possiamo avere un massaggio, incuriosirci verso il mondo degli oli essenziali e della medicina ayurvedica, o della terapia dei suoni. Provare posizioni facili e benefiche per le quali il corpo ringrazierà.
I tempi lunghi dell’amicizia:
Ogni incontro, ogni seminario, senza affanno, mi svelerà qualcosa di me stesso e mi permetterà di conoscere gente nuova, in un’atmosfera informale e fraterna, all’insegna della libertà e del rispetto reciproco.
Una pace che dura tutto l’anno:
Chi vi ha già partecipato sa che ciò che si vive allo yoga fest non dura solo tre giorni. Si allarga lungo un anno intero di riflessioni intime e di insegnamenti che si espandono nella nostra consapevolezza, di massime e frasi e sensazioni e testimonianze, in echi che andranno risuonando pacifici molto a lungo.

Iscriviamoci. Colori Vivaci Magazine ci sarà.

Photo by Dmitry Kotov

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