Il verbo latino “tradere” vuol dire consegnare.
Da questa parola derivano i concetti di Tradizione e Tramandare.
E’ il perpetuarsi della consegna (il tramandare) che dà linfa alla tradizione.
Inizia a prendere altri significati a partire dal passo della Bibbia in cui si racconta che Giuda consegnò Gesù ai Romani: 

“Iudas qui tradidit eum” – lo consegnò ai Romani.
Di conseguenza il termine “consegna” si veste di un nuovo significato, assume un’accezione negativa: il tradimento.

Nel corso del tempo, da una stessa radice etimologica, si sono evoluti due concetti opposti: Tradizione e Tradimento.

Tradire la Tradizione

Ci siamo proposti di organizzare una festa, un momento di condivisione che generi una discontinuità rispetto a quello che ormai è considerato il paradigma di Cultura e Tradizione Popolare.
Vogliamo proporre un evento che si discosti dalle dinamiche che intrappolano le forme di espressione artistica, legate alla storia e alla cultura locale, in una gabbia stereotipata, confezionata appositamente, secondo il nostro parere, fittizia e limitata.

Sarà una giornata che vuole inaugurare un percorso differente da quelle logiche di musealizzazione o mercificazione a fini turistici della musica o delle forme di arte popolare in genere.
Vogliamo lasciare spazio solo alla bellezza autentica di ciò che ci appartiene, lo vogliamo fare proponendo un percorso che ci ricordi le nostre origini, che ci ricordi il nostro passato, che ci ricordi, soprattutto, chi siamo:
Eredi di un territorio inestimabile, di una storia fatta di incontri e scontri, che ha dato alla luce un patrimonio artistico che oggi è, e deve rimanere, in piena evoluzione.
Crediamo che l’unica maniera che abbiamo per non Tradire la nostra Tradizione sia quella di praticarla, di viverla, di contaminarla, di attualizzarla.
Come è sempre stato.
La musica e l’arte popolare sono vive!

Crediamo che la Tradizione sia marginalità, confine, cerniera. Muoversi al suo interno significa un continuo uscire e rientrare in panorami culturali, sociali e musicali che si sfiorano, si accavallano, si sovrappongono.
La mancanza di rispetto per queste dinamiche, svilite dall’istituzionalizzazione a fini utilitaristici, turistici e di immagine rischia di atrofizzare e allontanare la musica popolare anche dalla dimensione intima dei detentori, cioè OGNUNO di NOI.
Santu Nuddu prova ad essere una fotografia del Salento, con mille sfumature, ma tutte importanti.

Ci vediamo il 27 Agosto alla Masseria Ospitale
S.P. 131 Per T.rre Chianca Km. 4, 5 Loc. Masseria Ospedale – Lecce

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