Viviamo nell’universo dell’iperconnessione digitale ma quanto siamo connessi realmente con il nostro ambiente interiore? Che rapporto abbiamo con il corpo che abitiamo? Cos’è l’intelligenza emotiva? È possibile concepire una felicità reale e duratura?

Viviamo nell’universo dell’iperconnessione digitale ma quanto siamo connessi realmente con il nostro ambiente interiore?
Che rapporto abbiamo con il corpo che abitiamo? Cos’è l’intelligenza emotiva? È possibile concepire una felicità reale e duratura?

Ogni persona si è posta almeno una volta queste domande pensando a quanto tempo passiamo sulle chat e sui social in rapporto al tempo che dedichiamo alle relazioni tangibili non mediate, come quella con noi stesse/i e con gli altri.

Conoscere se stessi prima di ripartire

Capita soprattutto nei peridi di transizione di chiedersi da dove partire, come fare tabula rasa per reimpostare in modo nuovo, equilibrato e positivo, il rapporto con il proprio io, con la tecnologia e l’alterità.

A me è successo come a tante/i. Così mi sono imbattuta in studi, articoli che potessero aiutarmi a capire di più, del mondo, delle persone, di quanto si sia assottigliata la predisposizione al rischio nelle relazioni dopo la rivoluzione digitale e la possibilità di fare ordine nel caos di pensieri, ansie, desideri e attese per vivere un universo di senso aperto e condiviso.

Le fonti: L’Harvard Business Review

Tra le riviste accademiche che hanno pubblicato studi sull’importanza di sviluppare da bambini l’autoconsapevolezza e dell’impatto che essa assume sul successo degli adulti, la blasonata Harvard Business Review ha esposto le tesi secondo cui conoscere se stessi risulta più efficace di un MBA nel predire il successo di un leader.

Molte analisi su larga scala hanno dimostrato che la leadership basata esclusivamente sulla logica acquisita attraverso MBA non è sempre sufficiente per ottenere risultati finanziari e culturali a lungo termine anzi spesso è dannosa per la produttività di un’organizzazione.

Dunque qual è la leva che ci fa agire efficacemente verso la realizzazione, nel lavoro come nella vita privata, secondo la rivista americana?
La risposta è nella cosiddetta Self Leadership, la capacità di conoscere e gestire le componenti che formano e condizionano il nostro essere, definita “Scienza del Sé”.

Un’eccellenza internazionale in Puglia: Sandro Formica

A questo proposito segnalo un appuntamento importante dedicato allo sviluppo personale: il workshop “Scienza del sé” tenuto dal professor Sandro Formica, titolare del corso “The Science of Happiness and Personal Empowerment” alla Florida International University e di “Economia della Felicità” all’Università di Palermo, oltre che docente alla SDA e al Master dell’Università Bocconi.

Il dottor Formica ha un obiettivo: integrare la scienza della felicità nelle imprese, nelle istituzioni educative e nei governi. E dal 12 al 14 luglio farà tappa in Puglia (unica data per il sud Italia del suo tour europeo) ospitato nella suggestiva Masseria Mozzone di Fasano, per una 3 giorni dedicata alla “Scienza del sé” per sconnettersi dal digitale e riconnettersi con il sé e con la natura.

Un corso intensivo in cui approfondire l’intelligenza emotiva, i valori e i bisogni, lo sviluppo dell’immaginazione, la costruzione delle competenze a supporto dei talenti personali, la consapevolezza e la gestione di pensieri e convinzioni, lo sviluppo di un chiaro proposito e di un percorso di vita orientato al proprio Sé autentico.

Per saperne di più gli incontri gratuiti

È possibile prenotarsi e partecipare al tour di presentazione organizzato dalla dott.ssa Marina Di Bitetto, Consulente Risorse Umane e formatrice Scienze del sé e dalla dott.ssa Roberta Clemente Psicologa e Fondatrice di Psyche at work:
10 e 24 giugno – Bari, ore 18:30 -20:00, Spazio 13;
22 giugno – Taranto (Luogo da definirsi).
Info: selfsciencepuglia@gmail.com; 324/9831085;


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