Ma bisogna essere diversi per forza? Vediamo.
Il vino è un essere che risponde alla chiamata della diversità, perché se no è solo uva. Risponde alla chiamata dell’originalità, perché se no è tutto uguale.
Risponde alla chiamata dell’unicità, perché se no non è un’opera d’arte.
L’evento di questo sabato 30 marzo, organizzato presso la Tenuta Viglione Wines di Giovanni Zullo dalla Fondazione DivErgo è stata diversamente sera.
Un evento in cui non è stato proprio possibile essere semplici spettatori o degustatori curiosi, in cui sono state raccontate storie autentiche, da un esperto di vini che sa diventare vicino nel racconto come saprebbe fare un parente a tavola, da giovani artisti che ti spiazzano con l’eleganza di chi l’arte la frequenta e la fa con la semplicità che permette di lasciarsi cambiare. E di cambiare a poco a poco tutto quello che c’è vicino.
Come fa il vino, che prende aromi e profumi da quello che sta intorno, i giovani e adulti di DivErgo sono loro l’aroma speciale che aleggia accanto a tutto il resto che ci sembra normale, suggerendo una meraviglia che può farsi sguardo, consapevolezza, o solo una semplice esclamazione. Quale?

Che bello!

Il vino ha una sua voce al di là dei luoghi. E’ una voce interiore che viene bevuta, e portata dentro.
Il desiderio di saperne di più delle cose che venivano narrate sul vino e sulla realtà lavorativa e comunitaria di DivErgo, sul territorio e sulla tenuta Viglione stessa ce lo siamo messi tutti in tasca, prima di andar via. E non ce ne volevamo andare.
Quella di stasera è stata una di quelle serate che non si vuole mollare, che vuoi sempre che duri un altro pochino, e un altro pezzetto.
E’ stato mostrato un modo di fare solidarietà che diventa conoscenza, condivisione di meraviglia, impatto, già cambiamento presente.
E allora, si deve essere diversi per forza? No.
Ma stare al margine può essere magnifico.
Scegliersi proprio il margine, per crescere, per abitarlo.
Come può fare una vite. Come può fare una vita.

Una vita più bella è un sogno e una possibilità per tutti.
Che ce ne siano molte, di queste diversamente sere.
Una ogni anno, una ogni stagione, almeno.
Grazie, giovani e adulti di DivErgo, grazie Viglione Wines e AIS delegazione Murgia.

Grazie al Caseificio Macelleria Nuzzi, a Domenico De Santis e Francesco Tritto che hanno arricchito di musica festosa la serata (a “Guarda che luna, guarda che mare” non volevamo andar via).

P.s. Promettiamo solennemente di non mettere mai il vino rosso in frigo.

Nelle foto: 1. tutto pronto per accogliere; 2. Il presidente AIS Puglia delegazione Murgia Enzo Carrasso (abilissimo narratore di vini), insieme ad alcuni membri del suo staff; 3. L’artista DivErgo Cristofer Dinardo (abilissimo narratore di storie d’arte), insieme ai suoi compagni artisti. (Foto Paolo Flace)

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