L’amore è un sentimento tenace, ostinato.
È questo che sembra volerci dire Mirca Ferri nel suo nuovo romanzo, che esplora il mondo degli adolescenti di più di vent’anni fa: un mondo in cui, se volevi comunicare col tuo ragazzo, dovevi prenderti la briga di telefonargli all’apparecchio fisso e correre il rischio che, a rispondere, fossero i suoi genitori. Melissa ha quindici anni e Fulvio si innamora di lei trascorrendo tutti i pomeriggi a casa sua, costruendo un rapporto complice che all’inizio sembra quello di un fratello maggiore con la sorellina, poi si scopre pian piano, cresce e si tramuta insieme ai due ragazzi. Quanto ci sembrano strane, queste connessioni così profonde, oggi che la frenesia della comunicazione ha svuotato la forma e i contenuti, e la conoscenza avviene attraverso app che ti segnalano la presenza di una presunta anima gemella nei paraggi?
Ma “Lati scaleni” non vuole essere un inno nostalgico agli anni ’80: piuttosto cerca di scandagliare l’animo e i percorsi sentimentali di una generazione, la testardaggine nel cercare di ottenere quel che si desidera.
Sulla strada di Melissa e Fulvio ci sono diversi ostacoli: portano il nome di altri loro coetanei, che
s’intromettono nella loro storia, ma in realtà rappresentano la falsità delle convenzioni sociali, rappresentano quella forma di amore che, se all’inizio sembra la favola del principe azzurro, poi si trasfigura in un incubo di violenza e prevaricazione. Il titolo del romanzo ci fa pensare a un triangolo, se abbiamo un minimo di dimestichezza con la geometria, e il terzo lato – dalle dimensioni sempre irregolari – è proprio l’elemento che si frappone fra la cocciutaggine dell’amore e la sua piena realizzazione.
“Lati scaleni” è un romanzo di formazione sentimentale, i cui protagonisti ci appaiono maturi nonostante la giovane età, ma pur pieni di una carica emotiva che per alcuni sembra possibile soltanto in quella fase della vita. La figura centrale, il vertice del triangolo, è Melissa: una ragazza capace di disperarsi di fronte a un amore non corrisposto, ma anche di affrontare la violenza subita ad opera di quello che credeva essere il suo ragazzo ideale con un coraggio e una determinazione che, purtroppo, manca a molte donne.
Questi sono gli ingredienti della ricetta che l’autrice mette in tavola. Il finale è aperto, e lascia intendere che il libro – e le vicende narrate – non siano destinate ad esaurirsi con la parola fine. “Lati scaleni”, infatti, è il primo episodio di una trilogia. Tre puntate, come i lati di un triangolo. Tre come il numero perfetto secondo Pitagora che, guarda caso, da il nome al più famoso teorema della geometria.

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