Stavamo
come di bronzo
a spiare il declino.
Le braccia possenti
a trarre in salvo umanità
dalla morsa mortifera
di quel Nettuno
asservito all’avidità di pochi.

Quarant’anni son trascorsi
dalla mano dell’uomo
che ci ha tratto dagli abissi
e per gratitudine
abbiam ricambiato
salvezza con riparo
nuova vita con futuri.

Oggi che un’altra mano
di nuovo ci vorrebbe in fondo
è tempo di ridare tono
a questi muscoli
di rame e stagno scolpiti.
L’umanità non s’arresta
neanche con la faccia di bronzo.

 

Testo di Manlio Ranieri
Fotografia di Luca Galli – Licenza Creative Commons
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