Distribuite armonicamente in un mare lucente e cangiante, tre incantevoli isole spuntano al largo del Golfo di Napoli. Ischia, Capri e Procida sono tre dee che si manifestano dal mare e che rivelano ai devoti e ai neofiti sconvolgenti dettagli.

Tre località diverse nella loro identità geografica e turistica, che visitate insieme o singolarmente regaleranno al viaggiatore una identità che con quella di semplice turista non avrà più niente a che fare.

E’ sufficiente prendere un traghetto da Napoli o da Pozzuoli  per cominciare un’avventura che ha solo il sembiante di un fine settimana.

Ischia è vapore che è sempre stato storia e acqua che guarisce.

Capri è il ricco sogno partenopeo che sembra giacere in piazza ma ti stordisce di seduzioni.

Procida è un acquerello. E tu e la tua anima ne fate già parte e non lo sapevate.

Procida è la più piccola isola del Golfo di Napoli. La mitologia narra che sia nata dalla battaglia tra Zeus e i Giganti. Delle tre è l’isola più vicina alla terraferma, e si estende come spalmata sul mare plasmata dalla forza degli elementi. La sua costa è percorsa da spiagge e scogli bassi, ed è molto facile scendere a mare.

Una volta sbarcato il colore avvolge il viaggiatore. Lo conquista già dagli occhi non appena la scorge all’orizzonte, e lo rapisce con quella luce e la piccolezza dei suoi dettagli. Una volta che ha messo piede a terra il viaggiatore viene rapito dalla lentezza del tempo.

Pare che Dio stesso si nasconda nelle luci dell’acqua, nell’abbondanza del mare, nella semplicità del pescatore. E poco ti importa se si tratta di Poseidone, di Allah o di Jahvè. Sarà sempre un semplice a svelarti il nome del divino, una piccolezza a sembrarti angelica, un sapore paradisiaco.

Un povero pescatore mediterà davanti allo yacht di lusso di un industriale. Ed entrambi si invidieranno, probabilmente.

Procida Allison Rann

Procida è l’isola dei silenzi. Conserva immutato un fascino remoto, anche nella sua architettura. E’ una località stata sempre particolarmente cara ad artisti e poeti: Elsa Morante ambientò in questo paese L’isola di Arturo”. Massimo Troisi la scelse per “Il Postino”.

Per arrivare a Procida si approda a Marina Grande, e di fronte si trova Palazzo Montefusco, uno degli edifici storici più antichi, da cui si può arrivare alla chiesa settecentesca di Santa Maria della Pietà.

Il nucleo più antico di Procida è il borgo di Terra Murata, intorno al Castello dei D’Avalos. Dalla famiglia d’Avalos l’edificio passò ai Borboni sotto la cui dinastia è stato sia residenza reale che carcere. Un luogo che ha saputo cambiare adattandosi alle esigenze della storia e che racconta ancora oggi la potenza del cambiamento dall’alto della la sua posizione a picco sul mare. Un’imponenza che asserisce un posto lieto nella storia a chi si credeva solo un pescatore. A chi si credeva solo un brigante. A chi si credeva solo un re.

Procida Gabriele Scotto

Questi non sono solo dei luoghi. Sono delle emozioni. E non sono quelle che conosciamo già.

Il borgo dei pescatori della Corricella è fatto di case colorate per essere viste da chi veniva da lontano. I colori di casa. I colori del tornare a casa. Non ci fermiamo mai a guardare la terra dal mare. Lo sguardo ce l’abbiamo sempre dal lato opposto. Il mare dalla terra. Ma la terra vista dal mare ha una storia diversa da raccontare al viaggiatore.

Il mare visto dalle case racconta una storia. Il mare visto dalle rocce ne narra un’altra. Il mare visto da un castello un’altra ancora.
Questo mare è qualcosa che non ti sta solo davanti. E’ una presenza avvolgente che sa starti addosso

Ti entra nel respiro. E’ una presenza che sa stare OLTRE. Il mare viene celebrato anche nel cibo insieme al Mediterraneo. Scarola. Limone. Il salato delle alici. Connubio di sapori tra mare e terra in una cucina povera che ha sfamato grandi sovrani.

I posti come Procida ci insegnano una diversa coniugazione del verbo andare.

Non è che siccome non ci abitiamo in certi luoghi questi non ci appartengano. Ci abitiamo per un po’ e arrivano a far parte di noi per sempre in un ricordo che ci farà star bene ogni volta che ci ritorneremo anche solo con la mente. Si APPARTIENE a questi luoghi che sono emozioni. E’ il luogo stesso a concederti l’appartenenza e ti permette di reiventare anche tu che cosa significa ANDARE.

Foto in evidenza: Procida, di Erwin Doorn
foto dall’acqua: Allison Rann
foto particolare: Gabriele Scotto

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