Si intitola ‘Do Angels Need Haircuts?’ la raccolta di opere in versi e storie brevi, in uscita ad aprile, che sarà arricchita dalla registrazione di un’esibizione del 1971 in cui il cantante interpreta le poesie. Per anni sono state custodite alla New York Public Library in forma di audiocassette

Do Angels Need Haircuts? è il titolo un po’ scanzonato della raccolta di poesie invece molto intense scritte da Lou Reed che uscirà il prossimo aprile. Dodici tra opere in versi e storie brevi di cui solo tre già pubblicate, una come canzone dei Velvet Underground, due su una rivista dedicata alla poesia, le altre sono tutte inedite.

Il libro uscirà insieme con la registrazione dell’evento svoltosi nel 1971 alla chiesa di St. Mark, a New York, durante il quale Lou Reed ha interpretato le poesie, scritte un anno prima in sei mesi, di fronte a un pubblico che comprendeva, tra gli altri, il poeta Beat Allen Ginsberg. Nel 1970 il musicista aveva lasciato i Velvet Underground ed era tornato a Long Island per dedicarsi alla scrittura e lavorare con suo padre. Tutto questo materiale è stato custodito finora nell’archivio di Reed alla New York Public Library, in forma di audiocassette. Ora le registrazioni sono diventate un libro con introduzione scritta dallo stesso musicista scomparso nel 2013 e una postfazione affidata alla vedova di Reed, Laurie Anderson.

Uno dei testi si intitola We Are The People e può essere considerato uno “scritto politico” oltre al fatto che letti oggi, quei versi risultano estremamente attuali: “We are the people without right. We are the people who have known only lies and desperation. We are the people without a country, a voice or a mirror”. Siamo le persone senza diritti, che hanno conosciuto solo bugie e disperazione – scrive Reed – siamo la gente senza un Paese, una voce o uno specchio.

L’audio della lettura di questa poesia è già stato reso in forma digitale e diffuso online, come pure quello di Lipstick, versi ispirati da labbra tinte con un rossetto nero, racconta Lou Reed nell’introduzione. E poi ci sono testi dedicati all’amore, al sesso all’alcol e alla musica, naturalmente: Playing Music Is Not Like Athletics, ad esempio, indaga le ragioni che spingono a voler fare musica. Il testo di The Murder Mystery, il brano dei Velvet Underground incluso nel loro terzo album, sarà pure inserite nel libro.

Le poesie fanno parte del materiale contenuto nell’archivio di Lou Reed, acquisito dalla New York Public Library subito dopo la morte dell’artista. “L’archivio con entusiasmo ha preso il compito di curare la pubblicazione del materiale, raro e unico, creato da Lou nel corso della sua vita – ha raccontato al Guardian Don Fleming archivista e co-produttore del libro – e abbiamo deciso di iniziare proprio dalle sue poesie”.

Fleming parla di Reed come di uno scrittore prima ancora che musicista: “lo era nel profondo della sua anima”, dice. E infatti in quei pochi mesi lontano dalla musica, Lou Reed si è dedicato alla poesia. Ritrovare quelle cassette è stato “molto emozionante” ha aggiunto Fleming, il quale sapeva dell’evento alla St. Mark di New York, ma non conosceva il contenuto delle letture. “Le sue introduzioni ai brani ci hanno poi detto molto sul suo processo creativo”. Per questo è importante che tutti conoscano “questo capitolo della vita di Reed”, capitolo che si inserisce tra la prima rottura con i Velvet Underground e il suo lavoro da solista: quell’album, Trasformer,prodotto da David Bowie con i brani che diventeranno i suoi più famosi, Walk On The Wild Side o Perfect Day.

Lou Reed non è il primo musicista ad essersi dedicato alla poesia, lo avevano fatto prima di lui John Lennon e Bob Dylan, dopo lo faranno Tupac Shakur e Tom Waits. È stata invece contemporaneamente scrittrice e musicista Patti Smith. Amica di Lou Reed, Patti Smith ha usato per lui le parole più belle nel discorso per la sua introduzione nella Rock’n’Roll Hall of Fame a dicembre 2014: “Come poeta deve essere considerato un artista unico. Per questo, Lou, grazie per aver iniettato la tua poesia in musica”.

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