Continua a cambiare (e maturare) la dieta mediatica degli italiani, che trova in Internet un ingrediente sempre più decisivo e centrale: ecco alcune indicazioni che arrivano dalla quattordicesima edizione del Rapporto Censis sulla comunicazione 2017, presentato nelle scorse settimane.

Sempre più Internet in Italia. Il primo dato che salta agli occhi è quello della penetrazione di Internet in Italia, che ormai ha raggiunto all’incirca il 75 per cento della popolazione, con un incremento di un punto percentuale e mezzo soltanto nell’ultimo anno; ma la variazione è molto più sensibile se si pensa che solo dieci anni fa la quota di italiani connessi al Web era inferiore del 30 per cento rispetto a oggi. 

Tre famiglie connesse su quattro. In questo decennio, dunque, gli abitanti dello Stivale hanno imparato a conoscere, apprezzare e utilizzare la Rete, divenuta uno strumento imprescindibile; di pari passo è andato anche lo sviluppo tecnologico, che ha favorito anche la diffusione degli accessi e l’aumento della velocità di connessione, anche in zone prima non coperte dal segnale. Un risultato raggiunto anche grazie all’ingresso sul mercato di operatori come Eolo, che ha sviluppato dei pacchetti di offerta Internet casa wifi basati sull’infrastruttura wireless che si rivela adatta alle particolarità del territorio italiano.

Il dominio degli smartphone. Se questo è il contesto generale, il Rapporto Censis segnala poi anche quali sono le tendenze più forti che si stanno riscontrando nelle abitudini degli italiani, e soprattutto il crescente impatto dei dispositivi mobile: soltanto nell’ultimo anno i nostri connazionali hanno speso circa 23 miliardi di euro in tutto quello che riguarda smartphone, servizi di telefonia e traffico dati. Parte consistente di questa torta deriva proprio dall’acquisto dei prodotti, utilizzati ormai dal 70 per cento degli italiani.

Le nuove abitudini mediatiche. Diretta conseguenza di questo fattore è l’aumento notevole del tempo trascorso online dagli abitanti dello Stivale: rispetto al passato, infatti, il mobile conquista sempre più consensi, con una prevalenza notevole (quasi assoluta) degli aspetti ludici, di intrattenimento e sociali. In termini concreti, le abitudini 2.0 in Italia sono composte dall’utilizzo di WhatsApp per inviare messaggi istantanei, di Facebook per restare in contatto con i propri amici e condividere stati e pensieri, e infine Youtube a chiudere il podio.

Il calo dei giornali. Il Rapporto Censis 2017 si sofferma poi in maniera molto attenta a delineare la nuova “dieta mediatica” nel nostro Paese, segnalando la progressiva perdita di fiducia e appeal che si riscontra nei media tradizionali: a pagare dazio sono soprattutto i quotidiani di carta, acquistati da una percentuale di popolazione inferiore al 35 per cento. Un calo non compensato dall’incremento di lettori digitali, visto che l’utenza complessiva di siti d’informazione e testate online raggiunge appena il 25 per cento del totale.

La Televisione resiste, Quello che resta il pilastro dei media in Italia è comunque la Televisione, che conferma il suo primato e sembra resistere bene sia alla perdita di credibilità che alla concorrenza portata dai nuovi ambienti digitali: in pratica, più di nove italiani su dieci continuano a guardare la tv e il digitale terrestre, con una percentuale in calo di appena tre punti rispetto allo studio dell’anno scorso. Eppure, qualcosa si muove anche nel consumo di video, visto che si fanno largo le nuove modalità come la tv satellitare (presente in quasi la metà delle case italiane) e soprattutto le tecnologie smart, che ormai raggiungono un’utenza superiore al 20 per cento.

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