Negli ultimi anni si è spesso parlato della difficoltà di far incontrare al meglio aziende e giovani, e spesso ci si è lamentati della distanza tra la formazione che si apprende a scuola o all’università e le competenze che invece servono nel mondo del lavoro. Qualcosa però sta per cambiare, anche in Italia.

Il Web e la formazione online. Il primo strumento utile per i giovani che intendono proseguire o consolidare i propri percorsi formativi arriva dal Web, dove sono attive numerose opportunità in tal senso, come si può vedere sul sito www.teoremacorsi.com, piattaforma specializzata nella ricerca di corsi professionali in Italia, sia in ambiente fisico che semplicemente online. Più in generale, però, è l’intero sistema universitario italiano che si appresta a una piccola rivoluzione.

La novità in Italia. Come confermato nei giorni passato dal ministro dell’Istruzione, Valeria Fedeli, è infatti arrivato il via libera al decreto che consente la sperimentazione delle lauree professionalizzanti in Italia, che debutteranno già dal prossimo anno accademico. Si tratta di un provvedimento che arriva al termine di un lungo lavoro realizzato dall’apposita Cabina di regia convocata dal Ministro e coordinata dal Sottosegretario Gabriele Toccafondi, e che nelle intenzioni dovrebbe armonizzare l’offerta formativa che sarà attivata dagli atenei con quella degli Its, gli Istituti tecnici superiori.

Come funziona il nuovo sistema. In particolare, il Ministro Fedeli ha annunciato che grazie alla nuova modifica “i corsi offerti dagli atenei dovranno consentire alle studentesse e agli studenti una rapida qualificazione professionale. Si potranno creare partenariati con i collegi e gli ordini professionali per l’attivazione dei percorsi”. Dal punto di vista pratico, il corso per le lauree professionalizzanti sarà attivato in collaborazione con il mondo del lavoro e a stretto contatto con professioni disciplinate a livello nazionale, a partire da quelle organizzate in Ordini; tuttavia, almeno in questa fase iniziale non è prevista l’implementazione di attività online.

I corsi di laurea professionalizzanti. Come si legge nel decreto, infatti, per le Università è prevista l’attivazione al massimo di un solo corso di laurea di tipo professionalizzante per anno accademico, da erogare esclusivamente in modalità tradizionale, dunque senza utilizzare gli strumenti virtuali del Web. Altro aspetto importante è che gli Atenei potranno realizzare anche specifici partenariati con le imprese per agevolare ulteriormente gli studenti, con opportunità di offrire loro anche tirocini durante il percorso di laurea.

Le possibilità per gli Atenei. Rispetto alle prime bozze circolate, poi, fonti ministeriali hanno sottolineato una modifica ritenuta molto significativa al decreto definitivo, sollecitata dal mondo accademico e dalla Conferenza dei rettori: ovvero, è consentita una maggiore flessibilità rispetto ai numeri richiesti per la docenza, per quanto riguarda l’accreditamento e l’attivazione di nuovi corsi di studio, con le Università che avranno l’opportunità di ampliare la propria offerta formativa, ma solamente se i propri indicatori di sostenibilità economico-finanziaria risultino positivi.

Opportunità per i giovani. È ancora il ministro Fedeli a chiosare, spiegando come ” il nostro Paese si dota finalmente di un proprio modello di formazione terziaria professionalizzante” con l’avvio delle lauree professionalizzanti e la loro armonizzazione con l’offerta degli Its. Per l’esponente del Governo Gentiloni questa è “una risposta alla necessità espressa dalle nostre e dai nostri giovani di potersi qualificare rapidamente e anche alla domanda di personale altamente formato che viene da imprese e mondo delle professioni”.

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