Where are we now? è la domanda che dà il titolo alla 32ma edizione del Romaeuropa Festival. Perché la nostra attuale condizione, dice Fabrizio Grifasi (direttore del festival e della Fondazione Romaeuropa), pone in primo luogo l’urgenza di farsi domande. Oltre 300 artisti da 32 paesi, 60 spettacoli, 79 progetti, 7 prime assolute, 174 repliche; e una nutrita serie di mostre, installazioni, convegni, percorsi formativi. Il festival più eclettico e generoso della Capitale, vetrina internazionale della danza contemporanea, fino al 2 dicembre in 24 location. 

L’esordio è affidato alla grande coreografa tedesca Sasha Waltz, con la prima italiana della sua nuovissima Kreatur. Poi il filo si  snoda con il meglio, e sui molteplici versanti, del prisma coreutico-scenico contemporaneo (di cui il festival ha da sempre l’ambizione d’essere la cartina di tornasole): Dada Masilo, Sidi Larbi Cherkaoui, Jan Fabre, Jeff Mills con Tony Allen, Carl Craig con Francesco Tristano. E poi Marco Paolini con Mario Brunello e Frankie hi-nrg, The Holy Body Tattoo con Godspeed You!, Ascanio Celestini, Alessandro Baricco, Roberto Herlitzka… E la lista  continua…

Anche quest’anno, poi, c’è Digitalife (ottava edizione), la rassegna nella rassegna, la mecca hi-tech sotto la supervisione di Monique Veaute (presidente della Fondazione Romaeuropa): realtà virtuale, video-arte, full immersion, per la prima volta al Palazzo delle Esposizioni. E, a orientare il tutto, vengono riproposti gli “aggregatori tematici” (Visions, Powerfull stories, Sharing, Selfie). E a coronare il vastissimo programma arrivano i focus, le rassegne interne (Dancing days per la nuova danza europea, Anni luce per il giovane teatro italiano), i momenti di scambio e condivisione di Community.

Approfondimenti, notizie e programma completo su romaeuropa.net.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*
*