Il Viaggio, Eva Cantarella
Il Viaggio, Eva Cantarella

 

Tutto ciò che desideriamo è un teatro pieno di gente. Tutto ciò che manca è il serpente degli spettatori.

Posti assegnati, luci calde dietro la schiena, un orario unicamente inutile, nessuna musica nell’aria, ma se ci fosse stata avrebbe regalato l’eco della Polonaise.

Un viaggio di domenica in domenica che ripone l’arte e ricomincia dalla parola: libertà.

La libertà di reinventare la propria vita come fa il maggiordomo Stevens in “Quel che resta del giorno” dell’ultimo premio Nobel Kazuo Ishiguro che, abbandonando tradizione e abitudine, decide finalmente di esser se stesso. La libertà di John Kerouac che abbandona “Sulla strada” ideale e vita borghesi per la ricerca di esperienze intense che imprimano una dimensione nuova alla vita. La libertà e il coraggio di Antigone che, violando il bando di Creonte, decide di donare la sepoltura al fratello e delle libertà sancite nella Carta internazionale dei diritti dell’uomo.

Una presentazione, quella di Annamaria Minunno, che è già un viaggio perfetto verso tutto quello che non potevi immaginare assieme. Un action painting di parole, suoni e immagini.

E se il viaggio sembra interrompersi a causa di quella che solitamente chiamiamo meraviglia, a condurci oltre le colonne d’Ercole si proietta una cartina geografica che diremmo sbagliata.

Dovevamo procedere insieme nei passi dell’Odissea cercando di ricostruire una geografia dei luoghi omerici. Eva Cantarella doveva delinearci la metafora di un percorso, durante il quale, il suo protagonista sente di scegliere, in barba alla volontà divina, la sua strada, ma in un attimo preciso fatto di oro e rosso scarlatto abbiamo applaudito alla breve vita di Micheal Ventris, architetto e archeologo dilettante, e alla sua scoperta della lineare B.

Seppure più volte ripetuto dalla storica protagonista di questa domenica, quel “come voi sapete” risuona di incoscienza.

Cuori leggeri si allontanano come palloni” in questo nuovo ciclo di storia della casa editrice Laterza e i veri viaggiatori sono lì in quel silenzio sospeso fatto di sospiri e applausi.

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