Ho appena finito di vedere Cowspiracy, documentario rilasciato nel 2014, prodotto e diretto da Keegan Kun e Kip Andersen. Tra i produttori esecutivi figura anche Leonardo DiCaprio, sensibile alle tematiche ambientali trattate nel documentario. Qui vediamo lo stesso Kip Andersen scavare sempre più a fondo nei “segreti” della sostenibilità ambientale, ponendo a grandi organizzazioni ambientaliste domande scomode, che spesso non trovano risposta.

Tra le organizzazioni intervistate, e spesso aspramente criticate, vediamo Greenpace, Oceana, Rain Forest Action Network, WWF e Amazon Watch, non proprio le ultime della lista.

“Cosa possiamo fare per salvaguardare il pianeta?” si chiede all’inizio del documentario Kip Andersen, “chiudere il rubinetto mentre ci laviamo i denti, fare la raccolta differenziata, usare la doccia al posto della vasca da bagno, andare a piedi o in bici al lavoro e sostituire la macchina con i mezzi pubblici, riciclare il più possibile” e così via..Tutte azioni apprezzabili. Ma come la mettereste se la causa numero uno del surriscaldamento globale, della carenza idrica, della deforestazione e dell’impoverimento degli oceani fosse un’altra? Possibile che nessuno ne sappia niente? Che le stesse organizzazioni sopra citate tacciano o ignorino la realtà dei fatti?

Lo scopo di Cowspiracy è dunque quello di esplorare l’impatto dell’allevamento e dell’industria alimentare sull’ambiente. Tutto parte dalla lettura di un report online pubblicato dalle Nazioni Unite in cui si afferma che allevare bestiame produce più gas a effetto serra delle emissione di anidride carbonica dell’intero settore dei trasporti. Ciò significa che le industrie di carne e latte producono più gas di quelli emessi complessivamente da auto, camion, barche, aerei e treni. Le mucche e gli altri animali da allevamento producono una quantità di metano durante il processo digestivo da risultare 86 volte più distruttiva dell’anidride carbonica emessa dai veicoli.

L’uso sconsiderato di combustibile fossile non è dunque l’unica causa del surriscaldamento globale, del degrado ambientale e del consumo di risorse idriche. Ben 440 miliardi di litri di acqua al giorno vengono usati per la fratturazione idraulica e l’estrazione del petrolio ma oltre 130 trilioni di litri di acqua vengono usati ogni giorno per la zootecnia. A cosa è dovuto questo enorme uso di acqua? Alla produzione di grani per l’alimentazione del bestiame ad elevato consumo idrico, all’acqua bevuta dall’animale e infine a quella usata per la lavorazione della carne. Quindi per produrre un singolo hamburger da 100g. servono oltre 2500 litri di acqua, l’equivalente di due mesi di docce.

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Il 45% del suolo terrestre è occupato da allevamenti di bestiame, il 91% di quanto è stato distrutto della foresta amazzonica è dovuto all’allevamento di bestiame, con un ritmo di un campo da calcio al secondo. Ogni anno solo negli USA gli allevamenti producono una quantità di escrementi tale da ricoprire San Francisco, Tokyo, Parigi, New Delhi, Berlino, Honk Hong, New York, Londra, Rio de Janeiro, lo stato del Delawere, Bali, Costa Rica e la Danimarca contemporaneamente. Ci sono circa 500 zone morte negli oceani a causa dell’eccessiva presenza di azoto e circa 250km quadrati privi di vita. Ogni giorno la popolazione umana beve circa 20 miliardi di litri d’acqua e mangia circa 10 miliardi di kg di cibo ma solo il miliardo e mezzo di mucche presenti sulla Terra bevo al giorno 170 miliardi di litri di acqua e mangiano 61 miliardi di kg di cibo. La soluzione sembra essere chiara, evitare di mangiare carne.

Una dieta vegana produce metà dell’anidride carbonica rispetto ad una dieta onnivora, consuma un undicesimo della quantità di combustibili fossili, un tredicesimo della quantità di acqua e un diciottesimo della quantità di terreno. Ogni giorno può risparmiare: 4000 litri di acqua, 10 metri quadrati di foresta e l’equivalente di 5 kg di anidride carbonica.

Ero consapevole dell’impatto devastante dell’allevamento intensivo sull’ecosistema ma non fino a questo punto! Questo documentario spiega molo chiaramente e senza giri di parole come vanno le cose. Non sono vegana e probabilmente non lo sarò mai al 100% ma sono più consapevole riguardo ciò che sto mangiando e l’impatto che ciò ha sull’ambiente. Quindi consiglio la visone di Cowspiracy a tutti, vegani, vegetariani e non e di dare un’occhiata a www.cowspiracy.com .

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