Anche qui.

C’è neve ovunque, ma manca quella tenerezza che Raymond Carver sa esprimere, sofficemente, tra la quotidianità logica e dura e una soavità spesso procrastinata.

Non sapremo mai cosa l’altro pensa, nei giorni non di neve e non saremo mai ciò che siamo o possiamo essere nei giorni di pioggia o di vento e nemmeno in quelli di sole. Impegnati a costruire consueti e banali artifici di boria e sopravvivenza, nei tratti di una conclamata routine.

In questi giorni, come oggi, si manifesta un appello semplice e immediato  al bene.

La neve, il punto in cui colori e calore si azzerano, è un richiamo alla natura, del Mondo e dell’uomo, un azzeramento completo di ciò che in superficie si costruisce. La necessità di dire e dirsi nulla, di mostrarsi uomini, lontano dagli abiti che la società impone. Una nudità assoluta, negli abiti e nelle passioni che richiama, in apparenza senza enfasi, la meraviglia dei sentimenti puri. Quei sentimenti che ci collegano all’amore e all’amato, senza alcuna volontà di dominare, senza nessun accesso al sesso, che distruggendo i travestimenti, nel candore, ci rendono completamente innocenti.

E la neve diventa un dono che ci rende bambini, almeno per un po’, facendoci immaginare che un mondo senza compromessi e vestit possa davvero esistere. Come quello di due amanti senza tempo e doveri, senza nemmeno quella estenuante necessità di dover dire per forza qualcosa. Come quello in cui io e Raymod Carver eravamo amici.

Il dono
Stamattina c’è neve dovunque. Ci facciamo sopra dei commenti.
Mi dici che non hai dormito bene. Dico che
neanche io. Tu hai avuto una nottata terribile. “Anch’io”.
Siamo straordinariamente calmi e teneri l’uno con l’altra,
come se ognuno di noi percepisse la fragilità mentale dell’altro.
Come se sapessimo cosa l’altro prova. Non è così,
naturalmente. Non è mai così. Non importa.
È della tenerezza che m’importa. Questo è il dono
che stamattina mi commuove e sostiene.
Al pari di ogni mattina.

“Il dono” in Blu Oltremare. Raymond Carver , Minimum Fax, 2003.

photo © Annalisa Falcicchio

AB

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