Le cattive abitudini sono difficili da estirpare. Soprattutto quelle che riguardano la gestione dei rifiuti, settore nel quale l’educazione civica sembra a volte inesistente.

Pochi sanno che i rifiuti della manutenzione delle aree verdi pubbliche e private (stiamo parlando dei giardini, dei parchi e simili) possono contribuire in maniera determinate al recupero delle risorse naturali attraverso la trasformazione in materiali fertilizzanti per il successivo impiego in agricoltura o attività di florovivaistica, con apporto di sostanze organiche e miglioramento delle caratteristiche igroscopiche del terreno.

E’ di questi giorni la notizia che a Bisceglie, provincia BAT, è possibile per i cittadini, o per gli operatori del settore muniti di apposita delega, conferire i rifiuti derivanti dalle attività di piccola manutenzione delle aree private verdi (sfalci, fogliame, scarti di potature di siepi e piante) presso il centro di raccolta comunale allestito dal Comune e gestito dall’appaltatore dei servizi di raccolta dei rifiuti urbani.

I rifiuti così raccolti saranno avviati a compostaggio in impianti autorizzati, per essere sottoposti al processo naturale di biodegradazione che ne consentirà la trasformazione in sostanze nutritive e strutturanti da utilizzare in agricoltura.

Quanto vale l’iniziativa? Dal punto di vista ambientale si stima che la raccolta differenziata degli scarti verdi consentirà di sottrarre allo smaltimento in discarica circa 1.000 tonnellate all’anno di rifiuti, pari a circa il 3% del totale dei rifiuti prodotto nella città di Bisceglie, con benefici anche economici per le casse comunali dal momento che il compostaggio degli scarti verdi costa meno della metà dello smaltimento. Una corretta gestione di questa tipologia di rifiuti comporterà peraltro una migliore utilizzazione dei contenitori di raccolta per i rifiuti indifferenziati, nei quali sistematicamente e impropriamente vengono depositati i rifiuti della manutenzione dei giardini.

E non è tutto: per i più volenterosi, il Comune di Bisceglie distribuisce gratuitamente le “compostiere”, cioè reattori biologici elementari (sono contenitori in plastica a forma di campana) mediante i quali i cittadini residenti in immobili con annesse superfici a giardino o agricole possono trasformare in “compost” i propri rifiuti alimentari e vegetali.

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