Porto e la pietra filosofale

Tra vino e magia

Il vino di Porto invecchia lentamente nelle botti di rovere prima di trasformarsi in ambrosia castana,  scivola bradicardico e allucinogeno dal calice alla gola, fino alla trincea più nascosta del cuore viaggiatore che ne ignora le oltre-umane proprietà. È questa eccelsa bevanda l'elisir di lunga vita che fa di Porto una città fuori dal tempo; ma a sottrarla dai secoli è anche l'essenza di infinito che si trascina dentro, incarnando per secoli quello che si credeva il confine del mondo conosciuto: oltre l'oceano spiegava le ali il nulla, sul ciglio dell'azzurro si sospendeva l'incredulità. Porto, salmastra e spiegazzata mangrovia, affonda le impalpabili radici tra oceano e fiume, nebbia e salsedine, roccia e laguna: vive in opposti e in opposti si scinde. Piccole case addossate, per metà coperte da azulejos colorati e per metà diroccate, costeggiano le viuzze lastricate, dimesse e contorte del centro storico, a singhiozzi e su piani sfaldati, regalando agli occhi miriadi di prospettive. Il verticalismo delle numerose chiese gotiche, azzurre e grigie, contrasta l'arancio spento dei tetti e ovunque si respira gioiosità decadente, fosse, questa città, il calderone di una strega che mescola chissà quanti e quali elementi: aria brumosa, grida di gabbiani, odore di cantina, reti da pesca, colori accesi, scale di pietra, bianche conchiglie, luci soffuse, scaffali polverosi... tutto a Porto è avvolto da una patina di indefinitezza e mistero, tutto c'è e non c'è insieme, come in una formula magica pronunciata al contrario. Non per nulla l'atmosfera unica di questa città ha ispirato la penna di J.K. Rowling: il mantello nero degli universitari di Porto è lo stesso dei maghetti di Hogwarts, le vie ricordano la Diagon Alley dei libri e c'è addirittura un pub che si chiama "Piolho" come il "Paiolo Magico" in cui Harry Potter beve burro-birra con gli amici; inoltre è celebre la libreria Lello & Irmao, in cui si dice che la Rowling abbia scritto parte dei suoi capolavori. Porto città-paradosso apre cuore e  mente, portando l'estro alla creazione, la riflessione ad un'inusuale scioglimento e il pensiero ad elevarsi sopra i comignoli dell'ordinario. Città di frontiera e silenzio, colori contrastanti e vecchi libri, Porto sembra sorgere dal più inconsueto connubio tra arte e magia.

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Pubblicato mercoledì 25 aprile 2012 alle ore 17:56.
Ultima modifica lunedì 30 aprile 2012 alle ore 08:29.
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