Le pareti dipinte di blu

lo scoppiettio di una brace

la salsedine che non andava via.

C’ era una piccola scala. Sospesi i gradini su piccole travi di legno. C’ era stata messa apposta per raggiungere il piano superiore. Libri, fantasia, magia, storie di avventura, di pirati, di amori, di tragedie. Non sempre si riesce a leggere di un lieto fine, proprio come nella vita. Ogni parete raccontava una storia. Anche quella con la piccola finestra, non aveva importanza su cosa affacciasse, poteva vederci quello che voleva a seconda delle pagine che gli scorrevano tra le dita.

Pianure floride e colorate.

Deserti aridi e sconfinati su cui beduini e cammelli lasciavano piccole orme.

Onde

sempre quando erano storie di mare. A volte leggère increspature col vento d’oriente. Frangenti poderosi con quello del nord.

Allora la apriva quella finestra. Il vento del nord gli dava la sensazione di cambiamento, di portare con se qualcosa, come fosse carico, pieno, quasi solido.

Se ne faceva invadere senza resistenze. Le ante degli scurini sbattevano.

Rintocchi di grancassa come in una orchestra nel momento più alto della sinfonia. Avere immaginazione ti concede questo lusso se glielo permetti. Non vedere mai due volte la stessa cosa in quello che ti circonda. Che fossero immobili e ben disposti, fissi. La scenografia così cambia ogni volta. Geometrie che si muovevano e diventano curve. Colori dei più disparati in un apparente disordine, la tavolozza da cui attingere. Plaid e coperte. Drappi e scialli gitani che volteggiavano nella penombra calda e soffusa.

A volte pioveva. Il solaio tintinnava e chissà perché si ritrovava in un container a ripararsi, stanco, bagnato fradicio. Controllava i caricatori accovacciato sulla soglia. Si chiudeva il trench di pelle, un lembo sopra l’altro per sentire meno freddo.

Una mano tra i capelli per scostarli dal viso e pensava – ..che fortuna l’ho scampata anche stavolta …si, ma fino a quando mi andrà bene?

E questa idea lo eccitava. Prometteva un’ altra storia. Un altro noir in cui si sarebbe andato a cacciare e in cui sopravvivere.

Si era bello immaginare, sognare descrivere, ambientare. Tante vite, tante persone, tante storie e sempre quelle che più gli piacevano.

Quale lusso poteva mai essere leggere, anzi meglio, scrivere…

Allora si rollava una sigaretta, l’accendeva.

Rimaneva a fissare la fiamma e tutto intorno si oscurava. Le pupille fisse sul cuore giallo e corposo. Ma che forma strana pensava. Nessuno ha mai scritto un teorema sulla geometria della fiamma.

Sospesa, combusta.. rovente.

Era un momento di realtà quello, perché c’era stata sempre una sigaretta ad accompagnarlo nei momenti di riflessione. Un ipnosi al contrario.

Un colpo di spugna sulla lavagna.

Era la porta attraverso la quale ritornava a ciò che comunemente definivano reale.

Quanta distanza tra quei due posti egualmente tangibili e veri. Il mondo vibrava a due frequenze differenti, nascoste l’ una all’ altra. Magari era come per luce e suono: espressioni differenti ma della stessa identica dannata cosa.

Essì.. sarà così. Si rincuorava allontanando da se lo spettro della pazzia.

Ma anche quella, chi poteva dirlo quanto potesse essere soggetta alla stessa fisica.

Si tranquillizzava. Comunque non poteva farne a meno e quindi il problema andava accantonato.

Valutava possibili scenari, eventuali effetti a catena sulla trama. Allora contromosse, dialoghi. Vedeva trattini e virgolettati.

Senza accorgersene avevo ripreso a scrivere.

E questo ora come lo avrebbe intitolato?

Dentro quel cencio lercio, di un nero e un rosso ormai sbiaditi, si sentiva protetto. Indosso i miei abiti da lavoro. Sono gli abiti di un re!

E quell’odore di vino rancido e tabacco.. incensi pregiati proveniente dall’altro capo del mondo.

foto: Simone Perotti

COMMENTI

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Utilizza, anche cookie di terze parti, al fine di rendere più rapido e migliore il suo utilizzo. Proseguendo la navigazione acconsenti all'uso dei cookie. Se vuoi saperne di più o modificare le impostazioni del tuo browser relativamente ai cookie Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi