Da quando era stato costretto a trasferirsi era diventata quasi una tradizione, almeno una volta al mese ci vedevamo a casa del Drugo. Un villetta niente male in periferia, piuttosto riservata. Sapete poi come vanno certe cose.

“Domani partitella.” mi avevo detto Kurt al telefono, ed invece eravamo finiti ubriachi e fatti a ordinare pizza a domicilio.

Ora voi forse non conoscete bene il Drugo. Beh, avevo iniziato a pisciargli per casa, mi scappava e non riuscivo a trovare il cesso, allora il Drugo si era alzato e barcollando ci aveva detto di andare a fan culo e che quella era casa sua e non un cagatoio.

Sapevo che non avrebbe smesso tanto presto di menarla per una pisciatina allora avevo deciso di raccogliere Kurt, che sembrava addormentato, e andare fuori.

Il Drugo aveva già preso l’ultima confezione da sei di birre e aperto la porta.

“ Evvai Kurt ” dissi “ Hai sentito? Si va al bowling per una partita, sei contento? ”

Quelli erano gli unici due posti che Drugo frequentasse, casa sua e un cazzo di bowling dall’altro capo della Est.

“ Oh merda! ” dissi ridendo “ Il ragazzo si sta bevendo il suo vomito fa qualcosa cazzo! ”

“ E che cazzo dovrei fare? Reggo già le birre non vedi? “

“ Su forza Kurt sputa e sciacquati la bocca. “ mi lanciò una lattina, l’ afferrai al volo e l’aprì con la mano libera “ Su piccolo manda giù un pò di questa. “

“ Credo che sto per cagarmi addosso. “ sussurrò Kurt.

“ Oh cristo, ma hai sentito? “

“ Beh meno male che siamo usciti allora, se no mi cagava sul tappeto e non avrei più’ potuto farci coppia a bowling. “

Ci teneva a quel tappeto, oh cazzo se ci teneva, probabilmente lo avrebbe fatto per davvero.

Faceva freschetto, rimanemmo li fuori sul vialetto di casa del Drugo. Male non poteva fargli, infatti dopo un po iniziò a riprendersi.

“ La devo fare “ disse. Si abbassò i pantaloni e si accovacciò.

“ Kurt! “ – “ Ma che cazzo fai ragazzo? “ dicemmo.

“ Dai, fagli una foto! Così ci mette questa sul prossimo disco.“ riuscivamo a mala pena a respirare piegati in due dalle risate.

“ Dai prendilo, afferralo di la. “ dissi al Drugo.

Lo mollammo dietro una siepe e aspettammo perché non finisse nella sua stessa merda.

Oggi a ripensarci avremmo dovuto farlo sempre, almeno a turno.

Cazzo se mi manca quel figlio di puttana. Anche a Drugo, ma lui è fatto così.

“ Fanculo.. “ mi disse una volta “ porto questo cazzo di maglione perché è comodo. Ok? “

Dopo che ebbe finito di cagare si alzò. Lo aiutammo a tirarsi su i calzoni e uscimmo da dietro la siepe. Drugo iniziò a parlare a Kurt che non lo ascoltava o così voleva fargli credere, sapeva quanto gli dava fastidio essere ignorato, e gli diceva che non capiva perché cazzo aveva dovuto aspettare dietro una siepe del vialetto di casa sua uno che gli stava cagando nel prato.

“ Ehi! “ disse Kurt “ Invece di parlare da solo, che ne dici di arrivare fino al bowling per una partita. Ho proprio voglia di farti nero. Su muovi il culo. “

“ Ma tu guarda questo figlio di puttana. Sai che c’è… “ Ora Drugo avrebbe continuato tutto il tempo, per tutta la strada fino al bowling, poi una volta entrati e prese le scarpe, Kurt avrebbe sputato dentro un paio e le avrebbe passate al Drugo che non portava i calzini. Andava sempre così fra quei due e questa volta non fu differente.

Me ne rimasi qualche passo indietro a godermi lo spettacolo. Insomma, eravamo amici.

Camminammo per un po’, a un certo punto iniziai a sentire freddo e a battere i denti.

Regolare, ero fatto di brutto anch’io.

“ Ehi ragazzi ho freddo “ gli gridai.

“ Ehi Kurt hai sentito? Siamo a L.A. in primavera, ci saranno 25 gradi e lui ha freddo. “

“ Sta diventando vecchio, io glielo avevo detto di non esagerare con la pizza. Non hai più lo stomaco caro mio. “ disse Kurt voltandosi.

“ Guarda che non ero mica io che mi stavo cagando addosso, dai andiamo in un cazzo di negozio e compratemi un maglione, sto congelando. “

“ Come compratemi..” disse il Drugo.

“ E dai non fare sempre lo spilorcio, non ho più un centesimo in tasca. “

“ Ah guarda “ mi rispose “ puoi chiedermi tutto quello che vuoi figurati. Nessun problema! Io non ho i soldi neanche per pagare l’affitto di questo mese. Chiedimi pure tutto quello che vuoi avanti..“

“ Dai ci penso io “ disse Kurt.

“ Si dai star compraglielo tu, sei tu quello che ha sfondato, comprali questo cazzo di maglione e visto che ci sei non avresti che ti avanzano 700 dollari? Sai il mio padrone di casa e un tipo insistente..”

“ Ah guarda proprio no. “ mi prese sotto braccio quasi di peso come avevamo fatto io e Drugo prima con lui, mi sentivo un ghiacciolo. “ Vivo per il giorno in cui quel cazzone nero che ti ha affittato casa sua si rifarà sul tuo culo candido. “

“Allora voglio anch’io un maglione. “

“Sai che c’è, anch’io inizio ad avere freddo, ce ne compriamo tre uguali.” gli disse dandomi una pacca sulla spalla.

Sapeva che queste cazzate gli piacevano soprattutto in prossimità di un bowling ed era proprio li che stavamo andando.

Iniziai a chiedermi se ci saremmo mai arrivati. Era passata mezz’ora e avevamo fatto appena 300 mt.

Entrammo in un posto illuminato a neon con lunghe corsie pieni di indumenti appesi. Nonostante l’ora alcuni negozi erano ancora aperti, questo vendeva vestiti usati, sembrava un 7/11 dell’abbigliamento, squallido ma utile.

“Ehi guarda qui! ” disse Drugo.

“Si va bene, mi sembra anche bello pesante.”

“Guarda quanto costa, alla nostra star piace fare lo spilorcio lo sai. Cazzo ma ce né solo uno, ne dobbiamo prendere tre uguali.”

“Su dai non rompere, ho freddo.”

“Aspetta vedo se ce ne sono altri.” Si allontanò lungo il corridoio che portava alla cassa, verso il commesso.

Non cazzeggiavamo mai tra di noi quando c’era Kurt, rimanevamo zitti a guardarlo in profonda ammirazione e perché no anche un po orgogliosi. Alla fine era il nostro ragazzo, quasi lo avevamo tirato su noi come un fratello più piccolo. Tornò con un carico di lana.

“Ehi ma che cazzo è quella merda?”

“Non è merda.”

“A no? Perchè mi pare che abbia quasi lo stesso colore e senti un po’…” disse dopo essersene avvicinato uno alle narici “La puzza è uguale. Senti senti!” disse porgendomelo.

“ Senti qua appena uscito dall’asciugatrice.”

“ Ma che cazzo Kurt puzza proprio come la merda io questa cosa non me la metto.”

“ Ma non stavi morendo di freddo? Sono di lana e dello stesso colore… o quasi, su infilalo e non rompere. Dobbiamo andare al bowling, abbiamo una partita da fare.”

“Ah sentito? Forza la star ha parlato e quando la star parla…”

Continuarono fino al bowling, punzecchiandosi più’ o meno pesantemente, continuarono dentro il bowling e durante tutta la partita, dopo il bowling al daily, continuarono per tutta la strada fino alla spiaggia. Continuarono fino all’alba…

Kurt aveva da prendere un aereo nel pomeriggio. Rifacemmo la strada al contrario fino a casa del Drugo dove avevamo parcheggiato ma questa volta in silenzio. Una volta arrivati, sempre senza dire una parola, Kurt ci mostrò il dito medio e chiuse la portiera, era il suo modo di salutarci. Mise in moto, fece retromarcia e imboccò la strada.

Come al solito lo guardammo con aria paterna dalla soglia di casa del Drugo, cosa che lo metteva sempre in soggezione. Allora avrebbe indossato gli occhiali da sole per non incrociare i nostri sguardi, scosso la testa e abbozzato un sorriso. Poi si sarebbe sporto dal finestrino mentre la macchina piano iniziava a muoversi e avrebbe detto qualcosa tipo “..ma tu guarda che stronzi. Ehi! Fate proprio una bella coppia lo sapete? Mai pensato di sposarvi e mettere su famiglia?”

E infatti andò esattamente così.

Ho conservato anch’io quella maglia puzzolente.. ma a differenza del Drugo, non l’ho mai più’ voluta indossare.

 

 

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