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In un momento in cui il rapporto Politica/Cittadini è sotto accusa, uno spettacolo disegnato con elegante semplicità che coinvolge lo spettatore per i temi trattati. Uno spettacolo diretto, senza fronzoli e sovrastrutture. Un racconto, tutto d’un fiato, di una vicenda immaginaria eppur così vicina alla nostra realtà, al momento politico che stiamo attraversando. Stati d’animo e sentimenti riportati in una confessione personale, un’autodifesa sincera e appassionata, prima del verdetto finale.

IMPROVVISA E MISTERIOSA DIPARTITA
DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO

Un Presidente del Consiglio, proprio nel giorno del suo insediamento, riceve la notizia che un tumore non gli lascia che pochi mesi di vita. Decide, allora, di dedicarsi a realizzare gli ideali in cui credeva fin da ragazzo, in tutta semplicità, al di là di ogni convenienza e prudenza politica.

Così, scende in piazza e comincia a parlare con la gente, con tutti quelli che incontra. E lo fa apertamente, senza più nessuna di quelle cautele di cui i politici sono soliti rivestire i loro pensieri, ma semplicemente dicendo quello che pensa, chiamando le cose col proprio nome: pane il pane, vino il vino. E la gente lo ascolta. Per la prima volta, un uomo politico annulla la distanza abissale che c’è tra il palazzo e la gente comune, il popolo. E il popolo è dalla sua parte.

Ma questo suo modo di fare si scontra, inevitabilmente, con le resistenze di tutti i partiti della coalizione di governo, allarmati all’idea di non poter più continuare a “spartirsi la torta”…! E così, considerato ormai una pericolosa scheggia impazzita, in una sorta di riunione segreta, come dei gangster, dei mafiosi della vecchia Chicago, i suoi ex-amici decidono di eliminarlo. Ma prima che questo accada, il Presidente riceve una notizia che ribalta completamente la situazione.
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RossoProfondo

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ROSSO PROFONDO
scritto da LUIGI LUNARI
diretto ed interpretato da DOMENICO CLEMENTE
una produzione TEATROINSIEME
in collaborazione con ALLEGRA BRIGATA

VENERDI’ 28 APRILE – ORE 21:00
AUDITORIUM BIANCO MANGHISI (Teatro dei Cappuccini)
Largo Cardinale Marzati – MONOPOLI
Info e Prenotazioni 347.5060978 – 349.5293076
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Così la stampa:

Domenico Clemente entusiasma per la sua capacità di sdoppiarsi, triplicarsi e quadruplicarsi, e con il solo cambio di posizione sulla ribalta, di postura, di intonazione della voce, di dialetto regionale sullo sfondo di una scenografia che riporta solo due poltrone rosse, rappresenta una moltitudine di personaggi e persone, ormai devastanti caricature di sé stesse e del nostro Paese che così “bel” non è più. (Lavinia Macchiarini – Bon Vivre)

Interpretato magistralmente da Domenico Clemente che cura anche la regia, l’intenso monologo si contraddistingue soprattutto per l’altissimo livello della scrittura del testo e per l’interpretazione veloce, intensa e molto ritmata dell’attore. Spettacolo che vale sicuramente la pena di vedere per l’attualità del tema trattato, per la pulizia del testo, e per la bravura dell’attore che con passione, rabbia, vitalità descrive il viaggio intimo e introspettivo, un dialogo intimo, una confessione personale costantemente sul filo del rasoio tra interno e esterno di un presidente del consiglio, di un uomo. (Francesco Raducci – La Nouvelle Vague)

Al centro della scena due sedute rosse, un trono e una poltroncina, simboli del potere e al tempo stesso della solitudine che vive un politico quando è combattuto fra l’ideale e i suoi interessi. Solo in scena per oltre un’ora, Domenico Clemente che si muove con grande eleganza e bravura, aiutato solo da un semplice gioco di luci e musiche. Clemente riesce bene nell’interpretare non solo il protagonista, ma anche tutti gli altri personaggi con cambi di voce e buona gestualità. (Valerio Di Tella – Regione Digitale News)

Allestimento crudo, avaro di colore, a parte il rosso squillante di due poltrone. Un buio senza speranza, rischiarato da un mutevole ed efficace disegno luci, avvolge la messinscena. Solo, Clemente, si fa uno e centomila. La scrittura è calda, non meno appassionata l’azione. “Rosso Profondo” conferma un interprete carismatico e dalla cifra attoriale composita dando vita ad una performance che tiene costantemente desta l’attenzione della platea. (I. Interesse – Quotidiano di Bari)

Domenico Clemente porta sul palco un monologo sofferto come può esserlo solo il dialogo sincero con se stessi. Si sente in scena la presenza di un mondo intero di personaggi racchiusi nella sua indiscutibile capacità espressiva. Il dramma di un uomo che graziato e ritornato ad una potenziale lunga vita ritrova tutto il tormento di un’esistenza…come si deve… Lo spettacolo coinvolge, ed è decisamente di quelli che vorremmo far conoscere alla folla dei grandi eventi di piazza, di fronte la porta di Palazzo Chigi. Magari dentro. (Fabiana Carucci – Italian Babylon)

La sconvolgente attualità di questo testo di elevato spessore rende forte l’immedesimazione dello spettatore nelle vicende rappresentate da Rosso profondo. Domenico Clemente si è rivelato all’altezza del compito sia come regista che come attore unico a sostenere un’ora circa di monologo. Sullo sfondo di una scenografia essenziale, riesce a rendere la drammaticità e lo spessore di questo capolavoro anche grazie alla sua brillante interpretazione. (Mena Zarrelli – Mercuzio News)

Sarà un susseguirsi di conversazioni multiple, una corale di interventi: bambini, adulti, ministri, avversari politici, gente comune. Tutti accumunati da una stessa, vibrante, voce: quella di Domenico Clemente, che di questo spettacolo ha curato la regia oltre che la recitazione. Un bagaglio consistente alle spalle che lo hanno reso un attore a tutto tondo, che è riuscito a tenere deste l’attenzione e l’interesse del pubblico. (Valentina Peron – Parolibero)

Scenografia essenziale per uno scavo viscerale di paure e desideri. Il protagonista, imbevuto di accorata solitudine, si aggira in se stesso e si guarda dall’esterno, come se raccogliesse scarti dell’anima, come se quello fosse il corpo di un altro e la malattia di un altro. Una tensione che scopre le proprie ombre e le schiarisce, un’illusione che educa gli occhi allo sguardo e i cuori all’onestà, un’autodifesa testarda e rivoluzionaria. Di spessore psicologico i personaggi che il caldo e viscerale Domenico Clemente interpreta. (L. Carbonara – BitontoTv)

Solo in scena per oltre un’ora, Domenico Clemente si muove sul palcoscenico con la maestria che gli è propria, aiutato da un semplice gioco di luci e di musiche sempre giuste, interpretando non solo il protagonista ma anche tutti gli altri personaggi che gli ruotano intorno, cambiando voce, tono e impostazione senza mai strafare, dimostrando così notevole bravura. (G. Belsito – Cannibali)

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