FavolaSi chiama “LAmiaFAVOLA+BELLA” il nuovo album di NUDi, giovane cantautore originario di Cosenza il quale, in bilico fra il folk e lo swing, firma un album marcatamente pop (in particolare nelle scelte di produzione) dai toni spesso ironici che parlano di amore e favole, ma anche di tematiche sociali come quella del precariato (“La storia del Precario Impertinente”) o delle condizioni in cui l’uomo ha ridotto il pianeta terra (“La ninna nanna dell’Uomo Nero”).

L’abbiamo intervistato.

D: Chi è NUDi?
R: NUDi è l’artista dalla N al contrario, controcorrente e anticonformista, ironico e romantico, volutamente disordinato nel suo ordine, da cui nascono i suoi pezzi. NUDi è l’artista della porta accanto, che ama le piccole cose ed è antiesibizionista; NUDi è l’immagine del pop in senso stretto, perché scrive per la gente comune, quella gente che canticchia sotto le docce i suoi brani o per strada, o mentre è al lavoro.

D: Come nasce il tuo nome d’arte e perché le prime tre lettere in maiuscolo?
R: Nudi è il mio cognome, e siccome il nome completo è Francesco Saverio Nudi, e ci vorrebbero 3 copertine per scriverlo tutto, ho adoperato solo il cognome come nome d’arte. Il nome è scritto in maiuscolo e minuscolo, sia per motivi di logo e sia perché a me piace non restare negli schemi comuni. Nel logo che potete scorgere sul mio sito ufficiale www.nudidautore.it la N è al contrario, proprio perché spesso la penso controcorrente.

D: Ho notato che anche nei nomi delle tue creazioni hai questa particolare propensione all’uso “creativo” di maiuscole e minuscole: c’è un motivo particolare?
R: Non è sicuramente un ritardo adolescenziale, come potrebbero pensare alcuni, ma il motivo è molto semplice: le mie creazioni cominciano proprio dal nome e devono piacermi anche a livello grafico e visivo, ma lo faccio anche per voler rompere un po’ quegli schemi che ingabbiano anche  le parole, scritte sempre allo stesso modo. Scrivere maiuscole e minuscole, senza una costante alternanza e senza una logica, indica per me varietà, instabilità, diversità e proporzione artistica. Molte volte cambio e ricambio l’alternanza delle lettere maiuscole e minuscole, o ne metto 2 vicine in maiuscolo e viceversa perché poi, quando guardo la parola, deve essere anche bella da vedere e non solo significante, ma dunque ricca di significato, anche artistico. Inoltre, per me, un insieme di parole non deve essere come un esercito schierato che deve marciare univocamente e senza sbavature, verso una direzione stabilita ma, al contrario, amo la diversità, che è ricchezza complementare, l’instabilità, che desta meraviglia, la varietà, che permette di colorare il mondo con più sfumature, e la proporzione artistica, che spesso coincide con il bello, ma non sempre con ciò che è esatto o apparentemente efficace.

D: Parlaci del tuo ultimo lavoro in studio, “LAmiaFAVOLA+BELLA”.
R:  “LAmiaFAVOLA+BELLA” è il mio primo vero disco a cui ho lavorato tantissimo e senza alcuna fretta, tanto sono io l’etichetta di me stesso, la “Nudidautore”, e non c’è nessun altro che mi abbia intimato di sbrigarmi o abbia dato delle scadenze discografiche, che spesso obbligano a produrre cose che non piacciono, per prima a te stesso e poi agli altri. Un disco pieno di pop italiano, ma misto anche a sapori folk e rock o anche swing, con brani che hanno strutture un po’ fuori dal comune e particolarmente innovative e accattivanti. Il tutto è stato scelto, e non è casuale, e per me tutto ha un senso. Il bello, a volte, sta anche nel non seguire un filo logico che ti diriga e guidi verso i soliti sentieri, basta che tutto questo nasca dalla volontarietà, per la maggiore, ma con anche un pizzico di non volontarietà: non tutto, infatti, deve essere il prodotto di un ragionamento…  A me, in questo disco, è piaciuto andare volutamente a destra e a sinistra, e a volte anche non volutamente, perché tutto, alla fine, riascoltandolo, potesse piacere a me stesso e alla gente comune, non ai critici o ai classificatori di musica.

D: Ci sono voluti due anni per completarlo: quali sono state le varie fasi di lavorazione?
R: Ma assolutamente le fasi più comuni, ma anche non comuni…  ho messo insieme i brani, scegliendoli con l’ordine e con il taglio che secondo me corrispondeva a quel “bello” che vedevo in mente e che volevo proporre alla gente. Poi ci sono stati gli arrangiamenti del mio amico e produttore artistico Davide Maggioni, uno dei migliori in Italia, e infine sono stati cantati e missati, ed eccoci qua…

D: Prima di “LAmiaFAVOLA+BELLA” quali sono state le tappe più importanti che ti hanno portato ad essere ciò che sei oggi come uomo e come artista?
R: Sicuramente ogni piccola cosa che mi sia capitata in tutti gli anni della mia vita: l’artista non esiste senza vissuto e la vita non ha senso senza rincorrere un sogno o un ideale, sia anche l’ideale di accorgersi di ogni piccola cosa che ogni giorno ci attraversa il cammino.

D: Cosa vorresti arrivi al pubblico dalle tue canzoni?
R: Quello che arriva a me stesso dopo che mi riascolto: la musica, la gioia di affrontare tutto con tanta apertura verso ogni situazione che ci si presenta sulla strada, con i momenti bui e quelli di sole, tutti insieme, con la speranza di lottare sempre e comunque anche da soli contro il mondo.

D: Progetti attuali e futuri?
R: La presentazione live del mio disco nelle piazze, dove ci sia la gente che ha voglia di musica, senza scienziati e critici o discografici: solo la GENTE.

D: Qualcosa da aggiungere? Una domanda a cui avresti sempre voluto rispondere ma che nessuno ti ha mai fatto?
R: Di che squadra sono: JUVE!!!!!

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